Un colpo serio alla globalizzazione
E'una buona notizia, un'ottima
notizia: riapre grandi speranze e chiama alla battaglia. Il governo brasiliano
ha mostrato molto coraggio a prendere questa decisione: infrangere le regole del
Wto (l'organizzazione mondiale del commercio), muovere all'assalto delle potenti
multinazionali farmaceutiche, stabilire il principio che la vita degli esseri
umani - e quindi la possibilità di curarli dalle malattie gravi - è più
importante dei profitti e del funzionamento dell'economia e della finanza
internazionale liberista. Sembrerebbe un semplice principio di buonsenso, invece
è rivoluzionario.
Il governo brasiliano, con la sua scelta di ignorare il potere dei brevetti e di
produrre direttamente farmaci anti-aids (in modo da poterli mettere in
circolazione a prezzi bassissimi e accessibili a tutti e non solo ai ricchi),
lancia il guanto di sfida agli Stati Uniti (che proteggono le multinazionali e
ne sono l'espressione politica) e a quel gigante virtuale che noi solitamente
chiamiamo la "globalizzazione". Se Lula vincerà questa battaglia avrà inferto un
colpo micidiale a tutta la struttura economica e finanziaria che è l'impianto
fondamentale della globalizzazione liberista. Se la perderà sarà stritolato.
I rischi, per presidente brasiliano, sono enormi. Il Brasile è isolato. L'India
ha smesso di produrre farmaci anti-aids fuori dai brevetti esattamente
all'inizio del 2005 (era l'unico paese che ancora lo faceva), e cioè ha ceduto
alle imposizioni del Wto. Si è votato in parlamento, a Nuova Delhi, e a
maggioranza si è deciso di cedere. Anche una parte della sinistra, purtroppo, ha
votato a favore e ha piegato la testa. Con quali conseguenze? Che circa la metà
dei 750 mila malati di Aids che fino all'anno scorso si curavano coi farmaci a
basso costo prodotti dall'India, sono rimasti senza cure e sono andati ad
aggiungersi agli altri 29 milioni di malati abbandonati a se stessi che popolano
l'emisfero sud del mondo.
La decisione di Lula di rompere il cerchio del ricatto pone il Wto di fronte a
un bivio. Nel summit che si terrà a dicembre a Hong Kong il Wto dovrà decidere
se schierarsi con gli Usa o dar via libera a Lula. Se sceglierà gli Usa deciderà
punizioni e sanzioni economiche che per il Brasile potrebbero essere letali,
fino al punto da costringerlo a tornare indietro sulla sua linea anti-aids.
L'altra possibilità per il Wto è quella di cedere al fatto compiuto e lasciar
correre. Non opporsi al Brasile. Il primo caso sarebbe una condanna a morte per
centinaia di migliaia di persone malate di Aids, e sarebbe la fine della
politica di Lula. Il secondo caso vorrebbe dire disco verde per moltissimi altri
governi, e quindi la fine del monopolio di Big-Pharma, un enorme indebolimento
del potere delle multinazionali e un colpo al cuore alla globalizzazione
neoliberista.
Da che dipende la decisione del Wto? Dalla posizione che assumeranno i governi,
dal ruolo che vorrà giocare l'Europa e anche dalla capacità di mobilitazione che
sapremo dimostrare, in tutto il mondo, da qui a dicembre.
(Vittorio Agnoletto)
27 giugno 2005