
Trionfa Obama, nuovo presidente. E l'America si disegna di blu
di Alberto Flores D'Arcais
su la Repubblica del 05/11/2008
Il primo candidato afro-americano conquista la Casa Bianca vincendo dall'Est all'Ovest. Travolta la soglia dei 270 voti elettorali. Vittoria nei fortini repubblicani di Florida e Ohio
Barack Obama è il nuovo
presidente degli Stati Uniti d'America. Il primo candidato afro-americano
conquista la Casa Bianca in modo trionfale, vincendo dall'Est all'Ovest, dalle
Montagne Rocciose agli Appalachi, conquista gli Stati repubblicani decisivi con
un'onda d'urto che ridisegna di blu, il colore dei Democratici, la mappa
elettorale degli Usa.
Erano appena passate le sette del pomeriggio quando i network televisivi, primi
arbitri del risultato, gli hanno assegnato la vittoria. Dieci minuti dopo, come
vuole la tradizione americana, lo sconfitto John McCain gli ha concesso la
vittoria: "Ho avuto l'onore di congratularmi con il senatore Obama, che questa
notte è diventato il nuovo presidente degli Stati Uniti".
Non c'è dubbio che si è trattato di un trionfo e questa volta gli elettori hanno
confermato i sondaggi che vedevano unanimemente vincitore il candidato
democratico. Obama conquista il voto popolare staccando McCain di quattro
milioni di voti e conquista almeno 335 voti elettorali (ne bastavano 270) quando
ne devono essere assegnati ancora 49. Vince in Florida e Ohio, i due Stati che
avevano portato Bush alla Casa Bianca nel 2000 e nel 2004, conquista la
Virginia, dove l'ultima vittoria democratica risaliva al 1964, con tre punti di
vantaggio e ottine una clamorosa vittoria, sia pure per poche migliaia di voti
in North Carolina, lo Stato del profondo sud dove l'elettorato afro-americano ha
fatto la differenza. Quando mancano da assegnare solo tre Stati è leggermente in
testa in Montana e Indiana e leggermente indietro in Missouri. Stravince la
battaglia del West conquistando in un colpo solo Colorado, Nevada e New Mexico.
La valanga democratica si fa sentire anche al Congresso. I democratici avanzano
alla Camera dove conquistano come minimo tredici nuovi deputati e si aggiudicano
diversi seggi al Senato. Non saranno forse sufficienti per raggiungere quel
quota 60 che renderebbe il Senato blindato, ma per i repubblicani la sconfitta
di Elizabet Dole in North Carolina e di John Sununu in New Hampshire insieme
alla perdita dei seggi della Virginia, del Colorado e del New Mexico è di quelle
che bruciano.
Mentre nel Grant Park di Chicago una folla si preparava a festeggiare Obama il
nuovo presidente ha ricevuto anche le congratulazioni di Bush: "Presidente
eletto, mi congratulo. Che fantastica notte per lei, la sua famiglia e i suoi
sostenitori. Io e Laura abbiamo chiamato per congratularci con lei e sua moglie.
Prometto di rendere dolce questa transizione. Lei è in procinto di intraprendere
uno dei più grandi viaggi della vita".
Nella notte feste spontanee sono esplose in ogni angolo d'America. Da Harlem ad
Atlanta, dai campus universitari ai quartieri ispanici, decine di migliaia di
persone di ogni età, razza e religione sono scese in strada per festeggiare una
vittoria epocale. A New York, Times Square si è riempita di gente mentre
l'Empire State Building, che era colorato di rosso e blu in spirito bipartisan
ha cambiato colore per illuminarsi con il blu democratico.