Sinistra, nuovo simbolo (senza falce e martello)
di Stefano Bocconetti
su Liberazione del 15/11/2007
Nuovo simbolo per la sinistra che verrà
Sinistra, la notizia di
ieri è che comincia a prendere forma. E stavolta sembra proprio che si faccia
sul serio. Date, impegni, scadenze. Ma c'è anche una notizia nella notizia. E
riguarda il "come" si presenterà questo nuovo soggetto della sinistra, come si
vestirà. Per capire: riguarda i suoi simboli. Una "notizia" alla quale ci si
arriva per sottrazione, se così si può dire. Vediamo. Ieri, in una riunione un
po' lontana dai riflettori tutti puntati su Palazzo Madama - e forse proprio per
questo più produttiva - si sono incontrati i dirigenti delle quattro formazioni
politiche interessati al nuovo soggetto. Hanno cominciato a discutere di tante
cose, di più: si sono trovati d'accordo sulle tappe del percorso che porterà
agli stari generali dell'8 e 9 dicembre. Una "strada" che li porterà ad
incontrare e a discutere con tutto ciò che si muove al di fuori dei partiti e
che, a sinistra, è la parte più grossa. Le delegazioni hanno poi cominciato a
discutere anche di quale dovrebbe essere il logo, l'immagine con cui quest'aggregazione
dovrà presentarsi. S'è messa al lavoro una commissione, che valuterà proposte,
bozzetti, idee. Colori. Però intanto c'è stata una prima discussione. E -
nonostante tutte le previsioni - i dirigenti di Rifondazione, del Pdci, dei
verdi, della Sinistra democratica si sono trovati d'accordo su un punto. Un
punto dirimente: il simbolo del nuovo soggetto non dovrà contenere elementi,
"riferimenti" ai loghi dei partiti esistenti. Partiti che naturalmente - l'hanno
sottolineato tutti i protagonisti dell'incontro, da Walter De Cesaris di
Rifondazione a Iacopo Venier del Pdci - continueranno ad esistere. Con le loro
bandiere e le loro insegne. Almeno fino a che non si decida qualcosa di diverso.
Ma tutto
questo c'entra poco con l'incontro di ieri. Dove, tradotto, s'è deciso che nel
simbolo della sinistra non ci sarà la falce e martello. Così come non ci sarà il
Sole che ride o altro. Sarà un "vestito" nuovo, insomma. Tutto da inventare.
Sarà la rappresentazione grafica immediata di una sinistra che vuole unirsi ma
anche e soprattutto rinnovarsi. Di una sinistra che vuole fare la sinistra ora,
in questo millennio.
Naturalmente, non appena è uscita la notizia, s'è subito scatenata la corsa dei
cronisti a cercare di avere anticipazioni su questo nuovo simbolo. Di bozzetti
ne girano tanti ma c'è chi è pronto a scommettere che quelli che diventeranno di
dominio pubblico in queste ore, sono esattamente quelli destinati ad essere
cestinati. I primi ad apparire, insomma, saranno i primi ad essere "bruciati",
come sempre avviene in queste occasioni.
Si va da un'ipotesi di arcobaleno - più vicino al vecchio simbolo dei
progressisti del '94 che non a quello dell'Unione dei 2006 - ad uno stemma che
esplicitamente sembra voler citare il "quadrato rosso" della Cgil. La verità è
che deciderà la commissione tenendo conto che su questo tema c'è stata la
discussione più "vivace". Con molti che hanno chiesto di inserire elementi
simbolici che richiamassero il lavoro, il movimento operaio e con altri che
hanno fatto esplicito riferimento alle battaglie ambientaliste. «L'unica cosa
certa -dice De Cesaris - è che comunque dovrà essere un simbolo nuovo, nel quale
ci si riconoscano tutti».
L'attesa non sarà lunghissima, comunque, E da qui in poi si apre il capitolo
delle altre decisioni prese all'incontro di ieri. L'attesa, si diceva, non sarà
estenuante. Perchè s'è deciso che il logo sarà presentato dai segretari dei
quattro partiti agli stati generali della sinistra. In quell'assemblea di tutta
la sinistra - e della sinistra ecologista - già convocata per l'8 e il 9
dicembre. Sarà presentato. Ma non adottato definitivamente. Perché - ed ecco
un'altra notizia -la sinistra sottoporrà al vaglio dei suoi elettori, del suo
"popolo", la scelta definitiva. Per farla breve: all'inizio del prossimo anno il
nuovo soggetto darà vita a quella che un po' burocraticamente chiamano "un
momento partecipativo". Le persone, chi vorrà contribuire alla costruzione di
questo soggetto, sarà chiamato ad esprimersi. A votare.
Sul simbolo, s'è detto. Ma anche su molto altro. Innanzitutto su una "carta dei
valori", su una sorta di manifesto costitutivo del raggruppamento. Anche questo
è stato deciso nella riunione di ieri. Pure qui, si metterà al lavoro una
commissione, il cui lavoro sarà presentato all'assemblea di inizio dicembre.
Ma forse d'ora in poi più che il calendario conterà il "metodo", il modo con cui
si arriverà alle scadenze fissate. Sì, perché da ieri la "cosa rossa" - termine
che tutti ieri rifiutavano quasi sdegnosamente, a cominciare, naturalmente, dai
verdi - ha deciso che comincerà a costruirsi al di fuori delle stanze della
politica ufficiale. Si farà così: innanzitutto a giorni cominceranno gli
incontri, le assemblee con quell'arcipelago di movimenti e associazioni che
animano la sinistra sociale. Contemporaneamente, si darà vita ad un sito. Dove
si potrà "scaricare" materiale, dove si potranno animare dibattiti. Ma dove,
soprattutto, ci si potrà "segnare" per partecipare agli stati generali.
Assemblea - ancora - che sembra proprio voler adottare il metodo dei social
forum. Dove ciascuno, singolo o organizzazione, partecipa con pari diritti e
pari dignità, senza rinunciare alla propria autonomia. Dove conteranno
soprattutto le singole competenze, dove si cercherà sempre il consenso.
Sarà un'assemblea aperta, insomma, animata dai movimenti più che dai partiti. Il
primo giorno ospiterà interventi, relazioni e seminari su alcuni grandi temi.
Dall'ambiente, al lavoro, dalla pace alla differenza di genere. Il giorno dopo,
la domenica, ci sarà l'assemblea generale. Dove chiunque si sia registrato potrà
intervenire. Lì, l'8 e il 9 dicembre, nascerà la sinistra. Unitaria e plurale.
Diventerà una federazione, un partito, un aggregato o cos'altro? Questo lo
deciderà la sinistra, una volta avviata la fase costituente. Che deciderà su
tutto il resto: che struttura darsi, come scegliere il proprio portavoce, o
leader o come si chiamerà. E lo stesso varrà anche per il simbolo. Diventerà il
logo che gli elettori di sinistra sì ritroveranno in tutte le tornate
elettorali? E quando farà il suo esordio? Pure questo lo decideranno tutti
insieme. Stavolta, però, a differenza di altre volte, sembra che davvero si sia
partiti. Perché tutto avverrà nel giro di un mese, anche meno. E soprattutto
perché assieme alle cose decise ieri, tante altre stanno "marciando". Al Senato
per esempio, s'è deciso dì coordinare i quattro gruppi. Nel dibattito sulla
finanziaria, per dirne una, parlerà solo un senatore, Natale Ripamonti, verde ma
che prenderà la parola a nome di tutti. Di più: si studia come creare
definitivamente la figura di un unico portavoce della sinistra a Palazzo Madama.
Un incarico che, si pensa, potrebbe essere a rotazione. Ma sono dettagli, la
sinistra è partita.