Cari compagni e care compagne, vista l’importanza della fase che stiamo attraversando, mi pare opportuno sottolineare alcuni aspetti e fare un bilancio, mettendo a disposizione di tutti i compagni del Circolo Lenin alcuni spunti di una riflessione piu’ ampia che, in questi ultimi mesi, ci ha visto piuttosto impegnati e che attraversa il partito e il nostro ruolo di Comunisti all’interno della società.
Viviamo attualmente un momento di grave crisi internazionale, in cui il rischio di aumentare le divisioni tra culture e religioni diverse, buttando ancora piu’ benzina di guerra sul fuoco accesso dal terrorismo, diviene ogni giorno sempre piu’ concreto. Né sembra lontano il pericolo di precipitare in una vera e propria islamofobia(che ha avuto il suo apice proprio ieri nella decisione presa dalla Francia di interrompere gli accordi di Schengen sulla libera circolazione alle frontiere): un vero passo indietro che ci fa intravedere vecchi e nuovi steccati, apparentemente seppelliti per sempre.
Ma è nostro dovere soffermarci sulla crisi anche economica e di disgregazione sociale in cui versa al momento il paese, ed in particolare la Sicilia. A questo si aggiunge il decadimento della nostra città, sempre piu’ luogo di degrado sociale e territorio di conquista per arrivisti e mercenari della politica(basti guardare al consiglio comunale).
Di fronte a questo scenario risulta determinante il rafforzamento del nostro circolo a partire dal suo radicamento nel territorio, dalla sua crescita sia quantitativa(in numero di iscritti) che qualitativa(in formazione e oraganizzazione), dalla responsabilizzazioni di tutti i compagni(militanti e dirigenti). Tutto ciò inquadrato in un’ ottica di più ampio respiro: la costruzione di un partito di massa, che metta al centro delle questioni il lavoro,la pace e la difesa dei diritti delle classi subalterne, la costruzione, appunto, del nostro Partito della Rifondazione Comunista.
Di certo teniamo in considerazione le difficoltà che una forza politica comunista può riscontrare in una terra come la nostra, in cui l’unica “UNIONE” coesa è quella del blocco mafia-politica-poteri forti; in cui i luoghi di aggregazione, i luoghi di cultura e scambio di idee ed esperienze,di sintesi e analisi, vengono chiusi o repressi; in cui, ai luoghi pubblici, si sostituiscono diplomifici, scuole private confessionali e oratori, così da assopire per sempre le coscienze dei giovani.
Se a questo aggiungiamo poi il risultato del Referendum regionale e quindi la legge elettorale siciliana con lo sbarramento al 5%,ecco che sorge spontanea una vecchia ma sempre attuale domanda: “CHE FARE?”; come agire, come muoversi in questo senso?
E il congresso regionale, di recente svoltosi a Catania, non ha purtroppo chiarito i dubbi di tanti compagni; ha però aperto in seno al partito la questione di una necessaria e nuova prospettiva di alternativa a Cuffaro e al Cuffarismo che deve prendere piede principalmente da un programma politico e non, come sta avvenendo a Roma, dalla personalizzazione della politica e dalla corsa folle delle primarie.
Tutte queste ragioni ci spingono a concludere che rafforzare il partito e la presenza dei Comunisti in Sicilia sia un’indiscutibile priorità. A tal proposito ritengo importante il primo passo che martedì scorso (12/07) abbiamo intrapreso con i compagni dei circoli di Riposto e Linguaglossa, in una sorta di coordinamento della zona jonico-etnea, così da poter lavorare in sinergia con altre realtà e dare un segnale forte della nostra presenza sul territorio.
I nostri sforzi si coagulano, tra l’altro, anche in vista di alleanze future e di prossime elezioni, nella consapevolezza dell’importanza storica non solo della nostra presenza, ma anche e soprattutto della nostra identità; così, la falce, il martello e la stella sono ancora per noi simbolo di vera libertà umana, di conquiste sociali e di liberazione di milioni di masse nel mondo!
Affettuosi Saluti e un abbraccio comunista a tutti!
Marco Barbarino (segretario circolo "Lenin" di Giarre)