Riflessioni sul Congresso di Rifondazione Comunista - di Andrea Pavone (Circolo Gramsci Riposto)

 

Giorno 5 novembre 2011 si è svolto il Congresso dei Circoli del Prc di Giarre e Riposto presso la nuova sede del Circolo “E.Berlinguer”. Congresso partecipato, che ha visto la presenza di numerosi Compagni e simpatizzanti e che è stata l’occasione per i due circoli di concertare azioni future di lotta nel territorio jonico-etneo (nello stesso ricordiamo che ci sono anche altri circoli del Prc).

Pensavo di astenermi in quanto ho trovato assolutamente insoddisfacente il primo documento, da molti punti di vista che proverò ad esaminare in breve. Alla fine ho partecipato al Congresso solo perché, in questi anni, ho apprezzato l’operato politico della Segreteria Provinciale del Prc (e del suo Segretario P.Montalto) che è sempre stata interna ai conflitti dei lavoratori e degli studenti, risultando l’unico strumento effettivamente di lotta nella Provincian di Catania.

Tenterò di argomentare i punti di dissenso con il primo documento che, nel circolo in cui milito, hanno dato vita ad un dibattito costruttivo.

 

Occorre, quindi, porre all’ordine del giorno la questione della ricostituzione del partito comunista, dell’unificazione immediata tra il PRC ed il PDCI in un unico partito del 21esimo secolo che superi i frazionismi di parte, di per sé dannosi e privi di significato ed unisca le due strutture organizzative sin da subito. Abbiamo visto come il KKE dirige le lotte operaie e come abbia dato prova di grande organizzazione politica, cosi come il PCP. Il nostro modello non può quindi essere un generico “movimento antigobalizzazione che parte da Genova” o un unione di soggettività anticapitaliste (quando va bene!) o di una vaga sinistra. Occorre strutturare il partito. Ripartiamo dalla nostra storia per un partito comunista del XXI secolo.

 

 

 Rapporto con la storia. I Comunisti vengono da lontano ed hanno alle spalle una gloriosa storia, fatta di emancipazione, lotta e resistenza. Nel primo documento invece , a parte un breve inciso sull’ottobre e sull’antifascismo, i firmatari si preoccupano di prendere le distanze dallo stalinismo visto unicamente come processo involutivo e come “eredità negativa”. Questo modo di intendere la storia non è a mio avviso né corretto né tantomeno utile. Sostengo personalmente che la figura di Stalin debba essere inquadrata in un  contesto storico ben preciso e che non possa essere liquidata con sufficienza in modo sbrigativo, cosi come fa il primo documento. Occorre fare un bilancio storiografico rigoroso e serio, viceversa si rischia di fare il gioco degli anticomunisti. Il libro del prof. Losurdo “Stalin, storia e critica di una leggenda nera” dovrebbe essere letto anche da Ferrero &Co per un giudizio più equilibrato e meno liquidatorio. I quali, sbrigativamente, hanno fatto a loro modo i conti con la storia del movimento comunista. E questo modo di intendere il passato ci ricorda molto Bertinotti che aveva definitivamente chiuso con il Novecento, ritenendolo un secolo di fallimenti, una storia passata. Invece i comunisti vengono da lontano e rivendicano la loro storia, pur con gli errori che questa ha comportato (come ad es. il revisionismo di Krusciov!!!). Stalin che viene indicato come il male assoluto fu in realtà un abile stratega (potrei portare tanti esempi, ma non è questa la sede opportuna) che dimostrò tutto il suo valore nella grande battaglia di Stalingrado, dove l’URSS diede prova di straordinaria resistenza, contribuendo in modo determinante a provocare la caduta del regime nazista (ma di questo il documento 1 non ne fa menzione!). Il giudizio su Stalin deve, quindi, essere critico e non può essere propagandistico né tantomeno risolutorio. Nel rapporto con la storia il documento 1 è assolutamente insoddisfacente e, si sa bene, laddove si rinnega il passato non è possibile vedere con chiarezza il presente e tantomeno il futuro.

 

C’è quasi un certo snobbismo nel considerare le altre esperienze dei partiti comunisti, che non vengono inquadrate nei loro contesti storici e quindi immediatamente scartate come un qualcosa di estraneo (l’assimilazione con il nostro contesto storico è troppo forte!). Non trovano spazio, solo per fare alcuni esempi, il partito comunista vietnamita o quello nord-coreano, né le lotte del KKE in Grecia, quelle del PCP in Europa o il ruolo dell’Akel cipriota. Manca uno sguardo internazionalista, cosi come manca del tutto la categoria dell’imperialismo leninista nelle analisi dei dirigenti del PRC. Ricordiamo tutti il sostegno del Segretario del Prc Ferrero nei confronti degli insorti libici (salvo poi fare repentinamente marcia indietro), tanto da manifestare sotto l’ambasciata libica a difesa della “libertà del popolo in lotta” oppure la richiesta di intervento all’Onu per fermare il massacro in Siria o il sostegno di larga parte del Prc al “Tibet in lotta contro l’oppressore cinese” e l’elenco è molto lungo. Sono tutti casi di una lettura superficiale ed erronea delle situazioni internazionali, caratterizzate dalla volontà degli USA di penetrare militarmente in quei territori, facendo precedere all’intervento vero e proprio disordini interni pianificati a delegittimare i governi. L’ultima notizia è quella che il  primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu e il ministro della Difesa Ehud Barak stanno cercando di convincere gli altri ministri del governo ad appoggiare un intervento militare contro l'Iran (obiettivo strategico da diverso tempo). L'intervento troverebbe l'appoggio degli Usa e dell'Inghilterra. Cosa accadrebbe all’interno del Prc? Cosa direbbero gli allegri manifestanti della marcia Perugia-Assici? Si sosterrebbe, ancora una volta, la rivoluzione colorata iraniana made in USA ? Se non si comprende la categoria dell'imperialismo leninista il rischio è di fare errori grossolani...

 

 

Su questi ed altri punti di discussione (Unione Europea, lavoro, crisi del berlusconismo,  sistema economico etc) vorrei che si sviluppasse una discussione franca tra Compagni che, all'interno del Circolo, è presente da tempo. Non è questo il tempo di commettere ulteriori errori.