PACS = Democrazia
ROMA - Si chiama Pacs, Patto di solidarietà
civile. Non è un matrimonio ma un accordo legale tra persone non
necessariamente dello stesso sesso, è stato creato in Francia nel 1999: i gay
italiani chiedono che venga adottato anche in Italia. La differenza, rispetto
alla legge recentemente approvata in Spagna, sta nel concetto di matrimonio:
il governo Zapatero ha equiparato la possibilità di sposarsi a etero e gay,
mentre la legge francese garantisce diritti civili, senza parlare di
matrimonio.
Il Pacs francese. La legge riconosce alle due persone -etero o omo, non
è specificato- molti diritti connessi al matrimonio, come il diritto-dovere
alla reciproca solidarietà materiale. Il Pacs prevede la possibilità di
lasciare eredità al partner, il vincolo a interpellare il partner da parte dei
medici in caso di malattia dell'altro, la pensione di reversibilità, la
possibilità di subentro nell'affitto dell'abitazione.
E' in base a questa legge francese che un cittadino italiano e uno francese
hanno potuto stringere una sorta di regolarizzazione della loro convivenza il
21 ottobre 2002 a Roma, ma sul territorio francese del Consolato della
Capitale. La legge 99-944 del 15 novembre 1999 è firmata dall'attuale
presidente della Repubblica Jacques Chirac e dall'allora primo ministro Lionel
Jospin.
La legge spagnola. La norma sostenuta dal governo Zapatero, invece,
approva il matrimonio tra omosessuali. Il Parlamento iberico ha approvato la
nuova legge che legalizza l'unione civile tra omosessuali, equiparandola a
quella tradizionale. Il provvedimento, fortemente voluto dal premier
socialista e votato il 30 giugno 2005, rivoluziona l'istituto delle nozze,
stabilendo che le unioni gay hanno lo stesso status di quelle eterossessuali,
con tutti i diritti che ne conseguono: eredità, pensione e adozione di
bambini.
La proposta italiana. Romano Prodi ha ribadito l'ipotesi che il Pacs,
il patto civile di solidarietà, possa entrare nel programma dell'Unione. Ma il
tema non è nuovo alla politica italiana. La commissione Giustizia della Camera
ha avviato, nell'estate del 2004, la discussione su un pacchetto di nove
proposte di legge che hanno come obiettivo l'introduzione nel nostro
ordinamento del patto civile di solidarietà, ma la discussione, finora, è
proceduta a rilento ed è difficile ipotizzare che si arrivi a una norma in
vigore in questa legislatura. Già nelle prime battute dei lavori della
Commissione si è deciso di stralciare quelle proposte (sette) che prevedono
espressamente la possibilità per i gay di arrivare ad una forma di matrimonio
e il lavoro si è incentrato sulle ipotesi legislative che riguardano, invece,
il Pacs.
I testi sui quali si sta lavorando prevedono che il Pacs debba avere forma
scritta e sia redatto davanti ad un ufficiale dello stato civile che
provvederà a trascriverlo nei registri dello stato civile. Il patto verrebbe
automaticamente sciolto in caso di morte o matrimonio di uno dei contraenti.
In generale, si mira a estendere ai conviventi di fatto alcuni istituti
previsti per il rapporto fondato sul matrimonio, come la successione nel
contratto di locazione e la possibilità di prendere decisioni in caso di
malattia del partner.