Lettera del Presidente dell’Iran al Presidente degli Stati Uniti*
*(Traduzione a cura di Kelebek)

Signor George Bush,
Presidente degli Stati Uniti d’America,
E’ da tempo che mi chiedo, come si possono giustificare le innegabili
contraddizioni che esistono sulla scena internazionale – le quali sono
costantemente dibattute, specialmente nei forum politici e tra gli studenti
universitari. Molte domande rimangono senza risposta. Queste mi hanno spinto a
discutere alcune di queste contraddizioni e domande, nella speranza che ci possa
essere la possibilità di rimediare.
Si può essere seguaci di Gesù Cristo (la pace su di lui), il grande messaggero
di Dio,
sentirsi obbligati a rispettare i diritti umani,
presentare il liberalismo come un modello di civiltà,
annunciare la propria opposizione alla proliferazione delle armi nucleari e delle armi di distruzione di massa,
fare della “Guerra contro il Terrore” il proprio slogan,
e infine, lavorare nella direzione di
costruire una comunità internazionale unita – una comunità in cui Cristo e i
virtuosi della Terra possano un giorno governare,
ma allo stesso tempo,
i paesi vengono aggrediti, la vita, l'intimità e l'esistenza degli individui
perde ogni valore e per esempio, solamente per la presenza di qualche criminale
in un villaggio, una città o in mezzo ad un gruppo, tutto quel villaggio, quella
città e quel gruppo viene bruciato."
O a causa della possibile esistenza di armi di distruzione di massa in un certo
Stato, questo viene occupato, circa 100.000 persone uccise, le sue risorse
idriche, la sua agricoltura e la sua industria distrutte, 180.000 soldati
stranieri spiegati a terra, la sacralità delle case private dei cittadini
profanata e il Paese catapultato indietro di 50 anni. A che prezzo? Centinaia di
miliardi di dollari spesi dalle casse di un paese e di alcuni altri paesi e
decine di migliaia di giovani uomini e donne – le truppe di occupazione – messi
in pericolo, strappati dalle loro famiglie e dai loro cari, le loro mani sporche
del sangue altrui, soggetti a così tante pressioni psicologiche che ogni giorno
qualcuno si suicida e quelli che tornano a casa soffrono di depressione, si
ammalano e devono far fronte a ogni tipo di malattia, mentre altri sono uccisi e
i loro corpi vengono recapitati alle famiglie.
Con la scusa dell’esistenza delle armi di distruzione di massa, questa grande
tragedia ha travolto i popoli sia dei paesi occupati che degli occupanti. Poi fu
rivelato che non c’erano le armi di distruzione di massa per cui tutto era
iniziato.
Naturalmente Saddam era un dittatore assassino. Ma la guerra non venne mossa per
rovesciare lui, l’obiettivo annunciato della guerra era trovare e distruggere le
armi di distruzione di massa. Lui è caduto incidentalmente, ciò nondimeno la
gente della regione è contenta di questo. Puntualizzo che durante gli anni della
guerra all’Iran, Saddam fu appoggiato dall’Occidente.
Sig. Presidente,
Voi saprete che io sono un insegnante. I miei studenti mi chiedono come queste
azioni possano conciliarsi con i valori delineati all’inizio di questa lettera e
con il rispetto della tradizione di Gesù Cristo (la pace su di lui), il
Messaggero di pace e di perdono.
Ci sono prigionieri a Guantanamo che non hanno avuto un processo, che non hanno
assistenza legale, le loro famiglie non li possono vedere e sono tenuti in una
terra straniera lontana dalla loro patria. Non c’è controllo internazionale
sulle loro condizioni e sul loro destino. Nessuno sa se si tratta di
prigionieri, prigionieri di guerra, imputati o criminali.
Investigatori europei hanno confermato l’esistenza di prigioni segrete anche in
Europa. Io non conosco alcun sistema giuridico che permetta il sequestro di
persona o la prigionia in carceri segrete. E non capisco nemmeno come queste
azioni possano corrispondere ai valori delineati all’inizio di questa lettera,
per esempio gli insegnamenti di Gesù Cristo (la pace su di lui), i diritti umani
e i valori liberali.
I giovani, gli studenti universitari, le persone comuni hanno alcune domande
circa il fenomeno Israele. Sono sicuro che voi ne siate a conoscenza di
qualcuna.
Storicamente molti paesi sono stati occupati, ma penso che lo stabilirsi di un
nuovo paese con un nuovo popolo, sia un fenomeno esclusivo dei nostri tempi.
I miei studenti dicono che 60 anni fa questo stato non esisteva. Fanno vedere
vecchi documenti e mappamondi e per quanto ci si sforzi, noi non siamo stati in
grado di trovare un paese chiamato Israele.
Ho detto loro di studiare la storia della seconda guerra mondiale. Uno dei miei
studenti ha detto che durante la seconda guerra mondiale, in cui morirono decine
di milioni di persone, le notizie riguardanti la guerra, erano rapidamente
diffuse dalle parti in guerra. Ognuno si vantava delle proprie vittorie e delle
più recenti sconfitte della parte avversa.
Dopo la guerra, sostennero che 6 milioni di ebrei erano stati uccisi. 6 milioni
di persone che sicuramente appartenevano almeno a 2 milioni di famiglie.
Supponiamo che questi eventi siano veri. Questo deve logicamente tradursi nella
fondazione dello stato di Israele nel Medio Oriente o nel sostegno a questo
stato? Come può questo fenomeno essere razionalizzato o spiegato?
Sig. Presidente,
Sono sicuro voi conosciate come – e con quali costi – Israele è stato fondato.
- diverse migliaia di persone sono state uccise nel processo di fondazione.
- milioni di abitanti originari sono diventati rifugiati.
- Centinaia di migliaia di ettari di fattorie, di oliveti, di paesi e villaggi
sono stati distrutti.
Questa tragedia non è esclusiva del tempo della fondazione, purtroppo sta
andando avanti da 60 anni.
E’ stato fondato un regime che non prova pietà nemmeno per i bambini, distrugge
case con dentro gli inquilini, annuncia in anticipo la lista e i piani per
assassinare personaggi palestinesi e tiene migliaia di palestinesi in prigione.
Questo fenomeno è unico – o quantomeno estremamente raro – nella recente
memoria.
Un’altra grande domanda che viene dalla gente è perché questo regime viene
sostenuto?
Il supporto a questo regime è in linea con gli insegnamenti di Gesù Cristo (la
pace su di lui) o Mosè (la pace su di lui) o dei valori liberali?
O siamo noi che dobbiamo capire che consentire agli abitanti originari di queste
terre - dentro e fuori la Palestina – che siano cristiani, musulmani o ebrei, di
determinare il proprio destino, sarebbe contrario ai principi della democrazia,
dei diritti umani e degli insegnamenti dei Profeti? E se non è così, perché c’è
così tanta opposizione all’idea di un referendum?
Il governo palestinese recentemente eletto ha ricevuto da poco l’incarico. Tutti
gli osservatori indipendenti hanno confermato che questo governo rappresenta gli
elettori. Incredibilmente, hanno messo sotto pressione il governo eletto e gli
hanno imposto di riconoscere Israele, abbandonare la lotta e seguire i programmi
del precedente governo.
Se l’attuale governo palestinese avesse presentato questo programma, il popolo
palestinese l’avrebbe votato? Ancora, si può conciliare tale posizione presa in
opposizione al governo palestinese con i valori precedentemente abbozzati? La
gente si chiede anche “perché su tutte le risoluzioni di condanna di Israele del
Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite è stato posto il veto”?
Signor Presidente,
Come Lei sa bene, io vivo tra la gente e sono in costante contatto con essa,
inoltre molte persone da tutto il Medio Oriente riescono a contattarmi. Nemmeno
loro hanno fiducia in queste equivoche politiche. E’ chiaro che i popoli della
regione si stanno irritando sempre più per queste politiche.
Non è mia intenzione porre troppe domande, ma ho bisogno di riferirmi anche ad
altre questioni.
Perché ogni progresso tecnologico o scientifico raggiunto in Medio Oriente è
tradotto e dipinto come una minaccia allo stato sionista? La ricerca e lo
sviluppo scientifico non è uno dei basilari diritti delle nazioni?
Lei conosce bene la storia. Medioevo a parte, in quale altro momento storico il
progresso tecnico-scientifico è stato considerato un crimine? Può la possibilità
che i progressi scientifici vengano utilizzati per scopi militari essere una
ragione sufficiente per opporsi completamente alla scienza e alla tecnologia? Se
questo fosse vero, allora tutte le discipline scientifiche, comprese fisica,
chimica, matematica, medicina, ingegneria ecc. dovrebbero essere vietate.
Sono state dette delle menzogne a proposito dell’Iraq. Qual è stato il
risultato? Non ho alcun dubbio che mentire sia biasimevole in ogni cultura, e
nemmeno a voi piace essere ingannato.
Signor Presidente,
Non hanno i latinoamericani il diritto di chiedere perché i governi da loro
eletti sono contrastati mentre vengono sostenuti leader golpisti? Non hanno il
diritto di chiedere perché mai debbano essere minacciati e vivere nella paura?
I popoli dell’Africa sono laboriosi, creativi e di talento. Possono giocare un
importante e prezioso ruolo nel provvedere ai bisogni dell’umanità e contribuire
al suo progresso materiale e spirituale. La povertà e gli stenti in gran parte
dell’Africa stanno impedendo che questo accada. Non hanno gli africani il
diritto di chiedere perché le loro enormi ricchezze – inclusi i minerali – sono
saccheggiate, nonostante il fatto che loro ne necessitino più di altri?
Ancora, queste azioni corrispondono agli insegnamenti di Cristo e alla dottrina
dei diritti umani?
Anche il coraggioso e leale popolo dell’Iran ha molte domande e motivi di
lagnanza, inclusi il colpo di stato del 1953 e la successiva caduta del
legittimo governo di quel periodo, l’opposizione alla Rivoluzione islamica, la
trasformazione di un’ambasciata in un quartier generale di supporto alle
attività degli oppositori della Repubblica islamica (esistono diverse migliaia
di pagine di documenti a conferma di ciò), il sostegno a Saddam nella guerra
mossa contro l’Iran, l’abbattimento di un aereo civile iraniano, il congelamento
dei beni della nazione iraniana, l’escalation di minacce, stizza e malcontento
di fronte ai progressi scientifici e nucleari della nazione iraniana (proprio
mentre tutti gli iraniani esultano e collaborano al progresso del loro paese), e
molte altre ingiustizie che non riporterò in questa lettera.
Signor Presidente,
L’11 settembre è stato un avvenimento spaventoso. L’uccisione di innocenti è
deplorabile e terribile in ogni parte del mondo. Il nostro governo ha
immediatamente reso noto la sua avversione per gli autori di tale gesto, ha
offerto le sue condoglianze ai famigliari dei defunti e ha espresso la sua
partecipazione al loro dolore.
Tutti i governi hanno il dovere di proteggere le vite, i beni e il benessere dei
propri cittadini. E’ noto che il vostro governo impiega vasti sistemi di
sicurezza, protezione e intelligence – addirittura rapisce i suoi oppositori
all’estero. L’11 settembre non è stata un’operazione semplice. Possibile che sia
stata preparata ed eseguita senza alcun coordinamento con l’intelligence ed i
servizi segreti – o le loro ampie infiltrazioni? Naturalmente, questa è solo
un’ipotesi ragionata. Perché i vari aspetti degli attacchi sono stati tenuti
segreti? Perché non ci è stato detto chi è venuto meno alle proprie
responsabilità? E perché questi responsabili ed i gruppi colpevoli non sono
stati identificati e processati?
Tutti i governi hanno il dovere di provvedere alla sicurezza e alla pace dello
spirito dei loro cittadini. Da qualche anno ormai, la gente del vostro paese e i
popoli vicini ai “punti caldi” del mondo non conoscono la pace dello spirito.
Dopo l’11 settembre, invece che guarire ed avere cura delle ferite emotive dei
sopravvissuti e del popolo americano – immensamente traumatizzato dagli attacchi
– alcuni media occidentali hanno solo intensificato il clima di paura e
insicurezza – alcuni hanno parlato costantemente della possibilità di nuovi
attacchi terroristici e tenuto la gente nel terrore. Questo è forse un servizio
al popolo americano? E’ possibile calcolare i danni causati dalla paura e dal
panico?
I cittadini americani hanno vissuto nel costante timore di nuovi attacchi che
sarebbero potuti avvenire in ogni momento e in ogni luogo. Si sono sentiti
insicuri nelle strade, nei posti di lavoro e a casa. Chi sarebbe felice di
questa situazione? Perché i media, invece di trasmettere una sensazione di
sicurezza e di procurare la pace dello spirito, hanno dato spazio ad una
sensazione di insicurezza?
Alcuni credono che l’esagerazione mediatica abbia aperto la strada – e fornito
la giustificazione – per l’attacco all’Afghanistan. Ho di nuovo bisogno di
riferirmi al ruolo dei media.
Nel codice deontologico dei media, la corretta divulgazione delle informazioni e
l’onesta presentazione di una evento sono i presupposti costitutivi. Esprimo il
mio profondo rammarico per il disprezzo mostrato da certi media occidentali per
questi principi. Il principale pretesto per l’attacco all’Iraq è stato quello
dell’esistenza di armi di distruzioni di massa. Questo è stato incessantemente
ripetuto – perché il pubblico, alla fine, ci credesse – ed ha preparato il
terreno per l’attacco all’Iraq.
La verità non verrà persa, in questo clima di invenzioni e menzognero?
Ancora, se ci si permette di perdere la verità, come ci si può riconciliare con
i valori precedentemente menzionati?
Anche la verità conosciuta all’Onnipotente è perduta?
Signor Presidente,
Nei paesi di tutto il mondo, i cittadini pagano le spese dei propri governi, in
modo che i governi possano a loro volta servirli.
La domanda, allora, è, “che cosa hanno prodotto per i cittadini le centinaia di
miliardi di dollari spese ogni anno per pagare la campagna irachena?”
Come sa Vostra Eccellenza, in alcuni stati del vostro paese, la gente vive in
povertà. Molte migliaia sono senza casa, e la disoccupazione è un immenso
problema. Chiaramente simili problemi esistono, in maggiore o minore misura,
anche in altri paesi. Tenendo presente queste condizioni, si può giustificare la
gigantesca spesa per la campagna, pagata dal tesoro pubblico, e in maniera
coerente con i principi citati sopra?
Abbiamo esposto qui alcune delle cose di cui si lamentano le persone in tutto il
mondo, nella nostra regione e nel vostro paese. Ma quello che mi preme dire
soprattutto è un’altra cosa, e spero che sarete almeno in parte d’accordo con
me:
Chi si trova al potere ha un mandato con una scadenza, e non governa per sempre.
Però i loro nomi saranno registrati nella storia, e verranno giudicati
costantemente, nel futuro prossimo e lontano.
La gente sottoporrà le nostre presidenze al proprio giudizio.
Siamo riusciti a portare la pace, la sicurezza e la prosperità per il popolo,
oppure insicurezza e disoccupazione?
Abbiamo avuto come scopo quello di stabilire la giustizia, oppure abbiamo
semplicemente sostenuto gruppi particolari d’interesse, e mentre costringevamo
molti a vivere nella povertà e nella miseria, abbiamo arricchito e rese potenti
poche persone, rinunciando all’approvazione del popolo e dell’Altissimo per
ottenere la loro?
Abbiamo difeso i diritti di chi non ha privilegi, oppure li abbiamo trascurati?
Abbiamo difeso i diritti di tutti i popoli del mondo, oppure abbiamo imposto
loro guerre, abbiamo interferito illegalmente nei loro affari, abbiamo costruito
carceri infernali in cui abbiamo rinchiuso le persone?
Abbiamo portato la pace e la sicurezza al mondo, oppure abbiamo sollevato lo
spettro dell’intimidazione e delle minacce?
Abbiamo detto la verità alla nostra nazione e ad altre in tutto il mondo, o ne
abbiamo presentato una versione rovesciata?
Siamo stati dalla parte del popolo o da quella degli occupanti e degli
oppressori?
La nostra amministrazione ha cercato di promuovere un comportamento razionale,
logico, etico, la pace, ha mantenuto gli impegni, ha promosso la giustizia, il
servizio al popolo, la prosperità, il progresso e il rispetto per la dignità
umana, oppure la forza delle armi?
L’intimidazione, l’insicurezza, il disprezzo per il popolo, il rinvio alle
calende greche del progresso e dell’eccellenza delle altre nazioni, la
violazione dei diritti delle persone?
Infine, ci giudicheranno in base alla domanda, siamo stati fedeli o no al nostro
giuramento di ufficio – di servire il popolo, che è il nostro compito
principale, e le tradizioni dei profeti?
Signor Presidente,
Per quanto tempo il mondo potrà ancora tollerare questa situazione?
Questa deriva dove porterà il mondo?
Per quanto tempo ancora i popoli del mondo dovranno pagare le errate decisioni
di alcuni governanti?
Per quanto tempo ancora lo spettro dell’insicurezza – che si alza dalle pile di
armi di distruzione di massa – visiterà ancora i popoli del mondo?
Per quanto tempo ancora il sangue di uomini, donne e bambini innocenti sarà
versato sulle strade, e le case delle persone saranno distrutte sulle loro
teste?
Siete soddisfatto dell’attuale condizione del mondo?
Credete che sia possibile continuare con le attuali politiche?
Se i miliardi di dollari spesi per la sicurezza e le campagne militari e per
muovere i soldati venissero invece spesi per investimenti e assistenza ai paesi
poveri, la promozione della salute, la lotta contro diverse malattie,
l’istruzione e il miglioramento della salute mentale e fisica, il soccorso alle
vittime di disastri naturali, la creazione di opportunità di lavoro e di
produzione, lo sviluppo di progetti e la riduzione della povertà,
l’instaurazione della pace, la mediazione nelle dispute tra stati, e per
spegnere le fiamme dei conflitti razziali, etnici e altro, dove si troverebbe il
mondo oggi? Il vostro governo e il vostro popolo non sarebbero giustamente
orgogliosi? La posizione politica ed economica della vostra amministrazione non
sarebbe più forte? E, mi dispiace molto dirlo, ci sarebbe questo crescente odio
globale verso i governi americani?
Signor Presidente, non è mia intenzione mettere in imbarazzo nessuno.
Se i profeti Abramo, Isacco, Giacobbe, Ismaele, Giuseppe o Gesù Cristo (la pace
su di lui) fossero con noi oggi, come avrebbero giudicato un simile
comportamento? Ci verrà dato un ruolo nel mondo che ci è stato promesso, quando
la giustizia diventerà universale e Gesù Cristo (la pace su di lui) sarà
presente?
Ci accoglieranno?
La mia domanda fondamentale è questa. Non esiste forse un modo migliore per
interagire con il resto del mondo? Oggi ci sono centinaia di milioni di
cristiani, centinaia di milioni di musulmani e milioni di altre persone che
seguono gli insegnamenti di Mosè (la pace su di lui). Tutte le religioni divine
condividono e rispettano una parola, che è “monoteismo” o fede in un unico Dio e
in nessun altro al mondo.
Il Santo Corano mette in rilievo questa parola comune e fa appello ai seguaci
delle religioni divine, dicendo: [3.64] Di': "O gente della Scrittura,
addivenite ad una dichiarazione comune tra noi e voi: [e cioè ] che non
adoreremo altri che Allah, senza nulla associarGli, e che non prenderemo alcuni
di noi come signori all'infuori di Allah". Se poi volgono le spalle allora dite:
"Testimoniate che noi siamo musulmani" (la Famiglia di Imran).
Signor Presidente,
Secondo i divini versetti, siamo stati chiamati ad adorare un unico Dio e a
seguire gli insegnamenti dei divini profeti.
“Per adorare un Dio che è al di sopra di tutti i poteri del mondo e che può fare
tutto ciò che vuole”. “Il Signore che conosce ciò che è nascosto e ciò che è
visibile, il passato e il futuro, e sa ciò che avviene nei cuori dei Suoi
servitori e registra le loro azioni”.
“Il Signore dei cieli e della terra, di cui tutto l’universo è il cortile” “i
piani dell’universo vengono stesi dalle sue mani, e Lui dà ai propri servitori
la lieta novella della misericordia e del perdono dei peccati”. “Lui è il
compagno degli oppressi e nemico degli oppressori”. “Lui è il Compassionevole,
il Misericordioso”. “Lui è il ricorso dei fedeli, e li guida dalle tenebre verso
la luce”. “Lui è il testimone delle azioni dei Suoi servitori”, “Lui chiama i
servitori affinché siano fedeli e compiano buone azioni, e chiede loro di
restare sul sentiero della rettitudine e di restare fermi”. “Chiama i propri
servitori a prestare ascolto ai Suoi profeti, e Lui è testimone dei loro atti.”
“Una fine dolorosa attende solo coloro che hanno scelto la vita di questo basso
mondo e Gli disobbediscono e opprimono i Suoi servitori”. E “un paradiso buono
ed eterno spetta a quei servitori che temono la Sua maestà e non seguono il
proprio sé avido di desideri.”
Noi crediamo che un ritorno agli insegnamenti dei profeti divini sia l’unica via
che conduca alla salvezza. Mi è stato detto che Sua Eccellenza segue gli
insegnamenti di Gesù (la pace su di Lui) e crede alla promessa divina del regno
dei giusti in Terra.
Anche noi crediamo che Gesù (la pace su di lui) sia stato uno dei massimi
profeti dell’Onnipotente. E’ stato lodato più volte nel Corano. Gesù (la pace su
di lui) è stato menzionato anche nel Corano [19,36]. “E certamente Allah è il
mio Signore e il vostro Signore, perciò lo servirai sul giusto sentiero, Maryam”.
Il servizio e l’obbedienza all’Altissimo è il credo di tutti i messaggeri
divini.
Il Dio di tutti i popoli d’Europa, dell’Asia, dell’Africa, dell’America, del
Pacifico e del resto del mondo è uno solo. È lui il Supremo che vuole guidare e
dare dignità a tutti coloro che Lo servono. Lui ha dato alla grandezza agli
esseri umani.
Ancora, leggiamo nel Libro Sacro: “Dio l’Altissimo ha inviato i Suoi profeti con
miracoli e chiari segni per guidare la gente e indicare loro i segni divini e la
purificazione dai peccati e dall’impurità. E ha inviato il Libro e la Bilancia,
affinché la gente mostri giustizia e rifugga dai ribelli.”
Tutti i versetti di cui sopra si possono ritrovare, in un modo o nell’altro,
anche nel Vangelo. I profeti divini hanno promesso:
Il giorno verrà in cui tutti gli esseri umani si raduneranno davanti al
tribunale dell’Altissimo, perché vengano esaminate le loro opere. I buoni
saranno indirizzati verso il paradiso e i malvagi incontreranno la retribuzione
divina. Io sono sicuro che entrambi crediamo in un tale giorno, ma non sarà
facile calcolare le azioni dei governanti, perché noi dobbiamo essere
responsabili verso le nostre nazioni e verso tutti gli altri le cui vite hanno
subito, direttamente o indirettamente, gli effetti delle nostre azioni.
Tutti i profeti parlano della pace e della tranquillità per l’uomo – basata sul
monoteismo, la giustizia e il rispetto per la dignità umana.
Non pensate forse che se tutti riuscissimo a credere e a seguire questi principi
– il monoteismo, l’adorazione di Dio, la giustizia, il rispetto per la dignità
dell’uomo, la fede nell’Ultimo Giorno – potremmo risolvere i problemi attuali
del mondo, che sono l’esito della disobbedienza all’Altissimo e agli
insegnamenti dei profeti, e a migliorare ciò che facciamo?
Non pensate che la fede in questi principi promuova e garantisca la pace,
l’amicizia e la giustizia?
Non pensate che questi principi, scritti o non, vadano rispettati
universalmente?
Non accetterete questo invito? Cioè un ritorno autentico agli insegnamenti dei
profeti, al monoteismo e alla giustizia, per preservare la dignità umana e
l’obbedienza all’Altissimo e ai Suoi profeti?
Signor Presidente,
La storia ci insegna che i regimi oppressivi e crudeli non sopravvivono. Dio ha
affidato loro le sorti dell’uomo. L’Altissimo non ha lasciato a sé l’universo e
l’umanità. Molte cose avvengono contrariamente alle intenzioni e ai piani dei
governi. Questo ci dice che c’è una potenza più alta all’opera, e che tutti gli
eventi sono determinati da Lui.
È possibile negare i segni di cambiamento nel mondo oggi?
La situazione del mondo oggi è forse comparabile a quella di dieci anni fa? I
cambiamenti avvengono velocemente, e in rapida successione.
I popoli del mondo non sono contenti dello stato delle cose, e prestano poca
attenzione alle promesse e ai commenti fatti da molti influenti dirigenti
mondiali. Molte persone nel mondo si sentono insicure, e si oppongono alla
diffusione dell’insicurezza e della guerra, e non approvano e non accettano
politiche discutibili.
I popoli protestano contro il crescente divario tra coloro che hanno e coloro
che non hanno, tra i paesi ricchi e poveri.
I popoli sono disgustati dalla crescente corruzione.
I popoli di molti paesi sono adirati per gli attacchi alle proprie fondamenta
culturali e per la disintegrazione delle famiglie. Sono anche preoccupati per la
scomparsa della cura per il prossimo e della compassione. I popoli del mondo non
hanno alcuna fede nelle organizzazioni internazionali, perché i loro diritti non
vengono sostenuti da tali organizzazioni.
Il liberalismo e la democrazia di tipo occidentale non sono stati in grado di
realizzare gli ideali dell’umanità. Oggi, questi due concetti sono falliti.
Coloro che possiedono intuito possono già sentire i rumori del crollo e della
caduta dell’ideologia e dei pensieri dei sistemi liberaldemocratici.
Sempre di più, vediamo che i popoli di tutto il mondo si stanno rivolgendo verso
un punto focale – Dio l’Altissimo. Sicuramente attraverso la fede in Dio negli
insegnamenti dei profeti, i popoli supereranno i loro problemi. La domanda che
io vi rivolgo è questa: “Non volete unirvi a loro?”
Signor Presidente,
Che lo vogliamo o no, il mondo si sta rivolgendo verso la fede nell’Altissimo e
la giustizia e la volontà di Dio prevarranno su ogni cosa.
Vasalam Ala Man Ataba’al hoda
Mahmud Ahmadi-Najad
Presidente della Repubblica Islamica dell’Iran