Chi è Francesco Caruso ?

 

 

Mercoledi 22 giugno al centro sociale “Auro” si è tenuto un importante incontro-dibattito (le foto sono presenti nella sezione “archivio foto”), organizzato dai giovani comunisti catanesi, alla presenza di esponenti di primo piano. Tra questi spiccano Graziella Mascia (parlamentare Prc), Michele De Palma (coordinatore nazionale dei Giovani Comunisti) e Francesco Caruso, leader dei disobbedienti). L’incontro è stato organizzato per non dimenticare la dura tempesta repressiva organizzata dallo Stato a Genova durante il G8. I soldi incassati, infatti, vanno a sostegno dei compagni del Genova Legal Forun che non possono più pagare le spese legali.  L’occasione è stata molto utile per aggregare e far prendere coscienza ai giovani, in un contesto come quello catanese che li ignora e che da spazio solamente ai classici “Poteri Forti” che nella nostra bella città rappresentano una roccaforte. Bisogna cominciare proprio dalla prassi politica, come spiega il compagno Caruso,  da un’opposizione tenace e visibile contro le collusioni tra mafia e politica che inquinano il nostro territorio da tempi immemorabili, e cercare di aggregare tutti coloro che credono che il possibile stia sempre dentro il reale e si oppongono allo stato di cose attuali. Proprio per questo la presenza del compagno Caruso è stata fondamentale in un contesto come il nostro che vede il trionfo, ancora una volta, delle politiche destrorse e poco “pulite” a discapito della collettività intera che assiste ad un degrado culturale e morale della bella Catania. Ricostituire il partito significa proprio ripartire dalla radicalizzazione dei conflitti di base, promuovere iniziative come queste che facciano capire “come stanno le cose realmente”, sconfiggere l’ignoranza ed il qualunquismo che rappresentano lo zoccolo duro delle politiche neo-liberiste. L’incontro è perfettamente riuscito grazie ai giovani comunisti catanesi che hanno sostenuto da sempre l’importanza di una presenza forte nel territorio, a sostegno dei più deboli, degli immigrati, degli emarginati e di tutti coloro che credono in una vera alternativa di società.

Tracciamo ora una breve descrizione del compagno Francesco Caruso, leader dei disobbedienti napoletani.

Francesco Caruso, leader del movimento campano dei no global, ha 30 anni. Nato a Benevento, al termine degli studi liceali si iscrive alla Facoltà di Scienze Politiche dell'Ateneo di Bologna, ma si laurea presso l'istituto universitario «Orientale» di Napoli. Avvicinatosi al movimento dei centri sociali e dell'antagonismo durante la sua permanenza nel capoluogo emiliano, a Napoli è entrato a far parte di Officina '99, il centro sociale che ha sede in un ex capannone industriale della periferia di Gianturco. Francesco Caruso ha fatto del Laboratorio Okkupato Ska, un edificio abbandonato e occupato nel centro della città accanto alla storica Piazza del Gesù, il punto di riferimento del movimento no-global napoletano a partire dal 2000.

Diventa un personaggio pubblico nel marzo del 2001, durante il Global Forum di Napoli. Solo in seguito agli scontri di piazza del 17 marzo di quell'anno, al centro poi di una inchiesta della magistratura che ha portato all'arresto e alla successiva scarcerazione di agenti e funzionari della polizia partenopea, la rete antagonista di cui era portavoce Caruso si è allargata ad altri centri sociali campani e, in preparazione delle manifestazioni contro il G8 di Genova, è diventata Rete del Sud Ribelle. Francesco Caruso è soprattutto uno dei protagonisti dell'attivismo mediatico italiano, di quella componente del movimento No Global che vuole utilizzare le tecnologie informatiche e il Web come strumenti di controinformazione e di opposizione al servizio dei valori e delle battaglie
di questo movimento. Per questo ha fondato Rete No Global, uno dei siti più importanti della galassia che contesta il pensiero unico della Globalizzazione. E' una realtà fortemente presente nel Web, come testimonia il sito del Movimento per la Democrazia Economica No Global. Ha una directory abbastanza completa delle varie componenti del movimento, tra cui i siti di molti Social Forum locali di tutta Italia. Caruso ha sempre sostenuto che l'attivismo mediatico da solo non basta e si è quindi impegnato sempre in manifestazioni di piazza -- ma il suo coinvolgimento in fatti di violenza è assolutamente infondato. Alcuni partiti, tra cui Forza Italia, hanno detto che bisogna avere fiducia nella magistratura: è un'affermazione certamente condivisibile; peccato che gli stessi non la condividano a proposito dei processi che riguardano Berlusconi, Previti, Dellutri e nel complesso Mani Pulite. 

Questi sono gli unici arresti dopo i fatti di violenza di Napoli e Genova, mentre non ci sono stati provvedimenti di questo tipo a carico di funzionari e agenti che hanno compiuto atti di violenza in occasione di quelle manifestazioni: solo rinvii a giudizio e informazioni di garanzia, ma quasi mai sospensioni dal servizio. Non è stato individuato quasi nessuno delle centinaia di Black Block violenti che provenivano dall'estero e che sono responsabili delle violenze maggiori.

. Francesco Caruso ha anche subito una condanna a pochi mesi dal tribunale di Milano in primo grado per una presunta rapina ai danni di un supermercato al termine di una rissa seguita dopo un corteo alla fine degli anni '90.

 

"Rovesciamo il mondo! Invertiamo la rotta! 10, 100, 1000 Genova!!!!

 

HASTA LA VICTORIA SIEMPRE!!!!!!!!!!!!

 

Andrea Pavone (segretario del circolo)