Considerazioni sulla manovra finanziaria
2007
Maurizio Zipponi
A cura di Andrea Ricci
In questa breve e provvisoria nota vengono riassunte le principali misure della
manovra finanziaria. Nel complesso, ad un primo esame, la manovra sulle entrate
appare orientata in senso fortemente redistributivo ed apporta un significativo
miglioramento del grado di equità del nostro sistema fiscale. Permangono alcuni
aspetti negativi e problematici, in particolare sugli enti locali e sui ticket
sanitari.
Riforma irpef
Si opera una radicale revisione del secondo modulo della riforma Tremonti, che
aveva ridotto le tasse ai redditi più alti per oltre 6 miliardi di euro. Le
modifiche riguardano due aspetti che incidono sulla progressività complessiva
dell’imposta: la rimodulazione delle aliquote e l’aumento delle detrazioni.
Le aliquote passano da quattro a cinque secondo il seguente schema:
Vecchie aliquote Nuove aliquote
Fino a 26.000 euro: 23% Fino a 15.000 euro: 23%
Da 26.001 a 33.500: 33% Da 15.001 a 28.000: 27%
Da 33.501 a 100.000: 39% Da 28.001 a 55.000: 38%
Oltre 100.000: 43% Da 55.001 a 75.000: 41%
Oltre 75.000: 43%
L’aggiunta di una aliquota (da 4 a 5) è indice di una maggiore progressività
dell’imposta e rappresenta una inversione di tendenza rispetto a quanto accaduto
negli ultimi 15 anni in cui la numerosità delle aliquote è stata continuamente
ridotta. Le modifiche più significative nella struttura delle aliquote
riguardano: a) la riduzione da 100.000 a 75.000 dello scaglione soggetto
all’aliquota massima del 43%; b) l’istituzione di un’aliquota al 41% per lo
scaglione compreso tra 55.001 e 75.000. In ogni caso, la valutazione sugli
effetti redistributivi va fatta tenendo conto anche del secondo elemento
riguardante le detrazioni.
Viene abbandonato il meccanismo delle deduzioni dalla base imponibile a favore
delle detrazioni dall’imposta dovuta. In linea di principio, a parità di altre
condizioni, la forma delle deduzioni tende a favorire i redditi a cui si applica
l’aliquota maggiore, cioè i redditi più alti, mentre le detrazioni accentuano la
progressività del prelievo.
Esistono due tipi di detrazioni: a) le detrazioni per carichi di famiglia e b)
le detrazioni per tipologia di reddito (lavoro dipendente, pensione, lavoro
autonomo) che vengono applicate a tutti indipendentemente dal carico famigliare.
Per entrambe le tipologie, la nuova irpef prevede un aumento delle detrazioni
rispetto al regime precedente. In tal modo la no tax area viene estesa di 500
euro per i lavoratori dipendenti (8.000 euro) e per i pensionati (7.500 euro).
L’effetto finale congiunto della modifica delle aliquote e delle detrazioni
produce una riduzione delle tasse per i redditi da lavoro dipendente e da
pensione fino a 40.000 euro e per i redditi da lavoro autonomo fino a 31.000
euro. La riduzione delle tasse è maggiore per i redditi più bassi e per le
famiglia numerose. Va ricordato che il 90% dei contribuenti (e il 92% dei
lavoratori dipendenti) ha una base imponibile irpef inferiore ai 40.000 euro
lordi e quindi è beneficiato dalla riforma. Coloro che risultano penalizzati
sono dunque appena il 10% dei contribuenti e quindi è falso affermare che
vengono colpiti i ceti medi. Inoltre, l’aggravio massimo per i redditi superiori
ai 100.000 euro è di 1780 euro all’anno. Va ricordato che la riforma proposta
non elimina completamente i vantaggi ai redditi più alti derivanti dalla riforma
Tremonti. Fino al 2004 infatti l’aliquota massima era al 45% per i redditi
superiori a 70.000 euro.
In sintesi, con questa riforma si ridistribuiscono risorse pari a circa 7,3
miliardi di euro dalle fasce di reddito più alte alle fasce medio-basse. Nel
complesso l’insieme del mondo del lavoro dipendente vede una riduzione di
prelievo fiscale pari a circa 4 miliardi di euro. Ad esempio, un lavoratore
dipendente che ha un reddito mensile pari a 1.700 euro lordi al mese (che
rappresenta il salario medio di un operaio qualificato a tempo indeterminato)
con coniuge a carico e un figlio avrà un aumento netto in busta paga di 35 euro
al mese. L’aumento sarà di 61 euro se ha due figli.
Lotta all’evasione e all’elusione fiscale.
Attraverso numerose modifiche tecniche alla normativa sulle imposte dirette e
indirette delle imprese e attraverso la revisione e l’aggiornamento degli studi
di settore sul lavoro autonomo, che definiscono il reddito presunto per ciascuna
attività sulla base di indicatori economici normali, si prevede un aumento di
gettito pari a circa 8 miliardi di euro.
Tassazione delle rendite finanziarie.
Il Governo è autorizzato ad emettere entro sei mesi un decreto legislativo per
equiparare l’imposizione sostitutiva sui redditi da capitale percepiti dalle
famiglie al 20%. In tal modo si abbassa da 27% al 20% la tassazione sugli
interessi derivanti dai conti correnti bancari e si innalza dal 12,5% al 20% la
tassazione sugli interessi derivanti dai titoli finanziari, sui dividendi e
sulle plusvalenze azionarie. Nel 2007 questa misura dovrebbe assicurare un
gettito di circa 1,5 miliardi di euro e a regime nei prossimi anni di circa 3
miliardi di euro.
Imposta di registro sulle successioni e sulle donazioni.
Non viene reintrodotta la vecchia imposta sulle successioni e donazioni.
Tuttavia, attraverso una modifica dell’imposta di registro, ancora in vigore, si
ottiene un effetto analogo. Fino a 250.000 euro di patrimonio per le successioni
e fino a 180.000 euro per le donazioni, l’imposta è fissa e pari a 168 euro.
Oltre questi limiti l’imposta è proporzionale al valore del patrimonio, e varia
dal 3% all’8% a seconda del bene trasferito e della parentela. In questo modo
aumenta significativamente l’onere fiscale delle donazioni e delle successioni
per i patrimoni maggiori.
Superbollo per i SUV.
Per i fuoristrada si applicherà una tassa aggiuntiva pari a 2 euro annui per
ogni Kw di potenza effettiva del motore. Si tratta di una tassa sul lusso e
sull’inquinamento prodotto.
Sconti fiscali per lo sport giovanile e per la casa degli studenti universitari.
Per i ragazzi tra i 5 e i 18 anni è prevista una detrazione di 210 euro dall’irpef
dei genitori per le spese sostenute per l’iscrizione ad attività sportive.
Gli studenti universitari fuorisede avranno diritto ad una deduzione di 2.633
euro annui per il canone di affitto.
Cuneo fiscale per le imprese.
La riduzione di tre punti del cuneo fiscale per le imprese (gli altri due punti
vanno ai lavoratori dipendenti attraverso la riforma irpef) avviene attraverso
la riduzione dell’irap ed è selettivo. Esso si applica nella misura di 5.000
euro di base imponibile per ogni lavoratore a tempo indeterminato per le imprese
localizzate nel Centro-Nord e di 10.000 euro per le imprese del Sud. Sono
escluse dal beneficio le banche e le assicurazioni e le società di gestione di
servizi pubblici in concessione (energia, acqua, poste e telecomunicazioni,
trasporti, rifiuti). Ulteriori benefici sono corrisposti per le imprese che
assumono nuovi occupati nelle aree classificate come svantaggiate e per le
assunzioni di donne svantaggiate. La selettività opera a favore del lavoro
stabile, del Mezzogiorno e delle donne e contro i settori beneficiari di rendite
di posizione. Il beneficio per le imprese opera in due tranches: il 50% da marzo
e la restante parte da settembre 2007.
Contributi previdenziali.
La contribuzione per i lavoratori dipendenti passa dal 32,7% al 33% del reddito
lordo.
Aumenta più significativamente la contribuzione per i lavoratori autonomi (dal
17,4% al 19,5% nel 2007 e al 20% nel 2008) e parasubordinati (aumento variabile
da 5,3% al 6% a seconda della tipologia). In questo modo si riduce la disparità
esistente nella contribuzione previdenziale tra le diverse categorie di
lavoratori secondo il principio che la quota di contributi versati deve essere
uguale alla quota di contributi usata per il calcolo della pensione. Inoltre
questa misura è, sia pure in piccola parte, un disincentivo all’utilizzo
indiscriminato di lavoro precario.
Mantenimento delle quattro finestre per il pensionamento e trasferimento del Tfr
all’INPS.
Le 4 finestre per andare in pensione nel 2007 sono mantenute. L’eventuale
riforma previdenziale viene rimandata ad un negoziato con i sindacati. La
finanziaria dunque non tocca né l’età pensionabile, né l’importo delle pensioni
attuali o future.
La riforma del Tfr viene anticipata al 1 luglio 2007. Viene istituito un
apposito Fondo dentro l’Inps in cui le imprese dovranno versare il 50% del Tfr
dei lavoratori che non hanno optato per un Fondo pensione complementare. Si
tratta di una misura che produce importanti effetti positivi di rafforzamento
del sistema pubblico perché migliora i conti dell’Inps, produce introiti
utilizzabili per investimenti in opere pubbliche e in politiche abitative,
fornisce maggiori garanzie ai lavoratori. Il sistema attuale presentava indebiti
e anacronistici vantaggi per le imprese, che utilizzavano il Tfr (che
sostanzialmente è una parte del salario) come forma di finanziamento a titolo
quasi gratuito. In pratica i lavoratori concedevano un prestito forzoso al
proprio datore di lavoro pari al 7% circa del loro salario mensile ad un tasso
di interesse pari ad appena lo 0,5 % annuo.
Questa misura vale da sola ben 5 miliardi di euro ed è per questa ragione che la
manovra è apparentemente lievitata fino a 33,5 miliardi. Infatti, in termini
sostanziali, il Fondo Tfr dell’Inps è una partita di giro perché a fronte delle
maggiori entrate pubbliche si ha l’accensione di un debito dello Stato verso i
lavoratori. Al netto di ciò la manovra è quindi di 28,5 miliardi di euro.
Sanità.
La spesa sanitaria è finanziata attraverso due canali: il Fondo sanitario
nazionale (Fsn) a carico dello Stato e le risorse aggiuntive regionali. Nei
precedenti 5 anni il peso del Fsn si era sempre più ridotto e le regioni si
erano trovate a dover coprire con risorse proprie una parte sempre maggiore
della spesa sanitaria. Con la Finanziaria si inverte questa tendenza: il Fsn
viene aumentato di 6 miliardi di euro a carico dello Stato. Questo dà ossigeno
alle finanze regionali. In cambio di questo aumento di risorse statali si chiede
alle Regioni di contenere la spesa finanziata a loro carico in modo da
stabilizzare la spesa sanitaria complessiva al livello del 2006. Questo viene
fatto perché ai fini dei vincoli europei ciò che conta è il deficit del settore
delle pubbliche amministrazioni (comprendente lo Stato, le regioni e gli EELL,
le aziende autonome). Positivo è anche il nuovo stanziamento statale per
l’edilizia sanitaria, da tempo eliminato ed ora rifinanziato per 3 miliardi di
euro di interventi. Sono previsti inoltre interventi per eliminare gli
accreditamenti di strutture private che non abbiano adempiuto in via definitiva
ai requisiti di qualità entro il prossimo anno.
Tra le disposizioni di contenimento della spesa sanitaria regionale quella che
presenta l’impatto più negativo riguarda i ticket sul pronto soccorso e sulle
prestazioni specialistiche. Fino ad oggi i ticket erano lasciati alla
discrezionalità regionale, per cui non tutte le regioni li prevedevano. Ora si
stabilisce che in tutte le regioni, per i cittadini che non sono esenti dal
ticket per ragioni di reddito o di patologia, deve essere applicato un ticket
variabile tra i 23 e 41 euro per le prestazioni giudicate inappropriate e un
ticket di 10 euro per ogni ricetta. Oltre ad una nostra contrarietà generale al
sistema dei ticket, che minano il carattere universalistico della sanità
pubblica, le misure previste sono discutibili anche per ragioni particolari. Il
ticket sul pronto soccorso avrebbe ragione di essere applicato soltanto qualora
esistessero modalità alternative di cura, a cui il cittadino deve essere
indirizzato nel caso in cui si rivolga al pronto soccorso senza essere in una
reale situazione di emergenza (ad esempio le case della salute gestite dai
medici di medicina generale e funzionanti lungo l’intero arco della giornata).
Quando tali modalità non esistono è ingiusto penalizzare il cittadino per una
carenza del SSN. Il ticket sulle ricette appare troppo oneroso e non
giustificato.
Servizi sociali.
Asili nido: vengono stanziati 100 milioni di euro all’anno per i prossimi tre
anni per la realizzazione e gestione di nuovi asili nido. Nel prossimo anno è
prevista la detrazione dall’Irpef dei genitori del 19% delle rette per gli asili
nido fino ad un massimo di 632 euro per ogni figlio.
Anziani non autosufficienti: viene istituito il Fondo per le non autosufficienze
con uno stanziamento complessivo di 450 milioni di euro nel triennio 2007-2009.
Immigrazione: viene istituito un Fondo per l’inclusione sociale degli immigrati
con uno stanziamento di 150 milioni di euro nel triennio 2007-2009.
Obbligo scolastico.
L’obbligo scolastico è elevato da 9 a 10 anni di istruzione, fino al secondo
anno delle scuole superiori. Conseguentemente l’età minima di accesso al lavoro
passa da 15 a 16 anni.
Stipendio dei ministri.
Le indennità dei ministri e dei sottosegretari sono ridotte del 30%.
Enti locali.
Si modifica il meccanismo del Patto di stabilità interno abbandonando il vincolo
rigido sui tetti di spesa. Ora gli obiettivi finanziari degli EELL vengono
formulati tenendo conto del saldo finanziario tra entrate e spese finali. In
questo modo si garantisce una maggiore autonomia di bilancio agli EELL.
L’aspetto che preoccupa è l’ammontare complessivo della correzione netta
richiesta nel 2007: 478 milioni di euro per le Provincie, 2242 milioni di euro
per i consumi sopra i 5000 abitanti, 1760 milioni di euro per le Regioni. Gli
EELL potranno far fronte a questi obiettivi o attraverso riduzioni di spesa o
attraverso un aumento delle entrate derivante dall’incremento delle addizionali
Irpef, dell’Ici e dall’istituzione di tasse di scopo per finanziare opere
pubbliche. Bisognerebbe prevedere una riduzione, in particolare per i comuni,
del totale della correzione richiesta, anche alla luce del fatto che negli
ultimi anni essi hanno subito continui tagli ai trasferimenti statali. Inoltre
bisognerebbe garantire esplicitamente la possibilità di prevedere una
modulazione progressiva delle addizionali locali.
Precarietà Pubblica Amministrazione e contratti.
Inizia un credibile percorso di conferma a tempo indeterminato per 150.000
precari.
I lavoratori del Pubblico Impiego avranno le risorse per i rinnovi dei contratti
nazionali scaduti da tempo.
Sicurezza sul lavoro.
Finalmente cambiano le norme sulle assunzioni: l’assunzione deve essere
comunicata il giorno prima agli enti preposti e non dopo, come prevedevano le
norme del Ministro Maroni. Infatti solo nel 2005, 250 lavoratori, risultano
morti il giorno stesso dell’assunzione, erano evidentemente irregolari.
E’ poi prevista la chiusura dei cantieri che hanno manodopera irregolare e una
responsabilità diretta per quanto riguarda i contributi fiscali e previdenziali
per chi acquisisce l’appalto anche per conto di eventuali subappalti.
Politiche industriali.
Nella finanziaria sono inserite prime importanti azioni per coordinare e
governare settori, filiere produttive o territori in relazione a nuovi programmi
di industrializzazione e innovazione.
(Su questo tema, per coloro che sono interessati invieremo i testi completi).