Chi sono i Terroristi?
Condannare senza se e senza ma
Terroristi sono tutti coloro che per ottenere il potere o per interessi economici, sono responsabili della morte di migliaia di esseri umani, ingannando i cittadini e fomentando l’odio…
Terroristi sono coloro che con pretesti di vario genere programmano, organizzano, impongono guerre, per invadere ed occupare Nazioni, provocando la morte di migliaia di persone innocenti.
Terroristi sono coloro che per impadronirsi delle tante miniere di diamanti fomentano guerre civili in Africa, utilizzando e schiavizzando i bambini per farli combattere.
Terroristi sono tutti coloro che stanno distruggendo il mondo, in nome del Dio denaro.
Terroristi sono tutti coloro che per arricchirsi rendono schiavi e sfruttano interi popoli.
Terroristi sono le grandi industrie farmaceutiche, che speculando sui costi dei farmaci, fanno morire milioni di esseri umani.
Terroristi sono tutti coloro che potendo intervenire, alleviare o risolvere i mali del mondo, non lo fanno.
Terroristi sono tutti coloro che per fare valere le proprie ragioni uccidono innocenti.
Mi domando che cosa erano i crociati, gli invasori d’America, gli sterminatori di indiani, gli importatori di schiavi di ieri e di oggi, gli italiani che hanno invaso la Libia (Tripoli) con il pretesto di liberarla dagli Ottomani e che hanno causato migliaia di morti.
Sono le ingiustizie e le miserie del mondo, le culle del terrorismo, ma i potenti della terra non lo dicono, perché dovrebbero ammettere le loro responsabilità.
Siamo circondati da tantissima falsità ed ipocrisia, viviamo tra mille contraddizioni. Da una parte, il ricco ed opulento Occidente che spende miliardi per cure dimagranti, palestre, diete e tante altre stupidità, e dall’altra parte intere popolazioni che muoiono di fame e di malattie, e poi magari ci scandalizziamo (ma solo per un attimo) nel vedere in televisione immagine cosiddette “forti” di bambini scheletriti e ricoperti di mosche. Ogni sette secondi (dati UNICEF) un bambino muore in Africa.
Cosa possiamo dire noi occidentali arroganti e prepotenti, convinti di essere i depositari di tutte le verità ad un giovane palestinese che ha sempre vissuto nei campi profughi, che conosce solo il rumore dei carri armati e delle bombe, che vive nella disperazione, il dolore, la rabbia, la fame, e i cui ricordi sono costituiti di morte, di sangue e di stragi? (Sabra e Chatila).
Quale risposta si può dare ad un bambino che vive tra mille problemi nel Chiapas, e solo per questo è considerato un terrorista dal governo Messicano?
Cosa si può dire ad un bambino il cui padre è morto dopo aver lavorato solo qualche anno in un campo di banane del Sud America, respirando i veleni, per poterlo sfamare finch ha potuto?
Tutto questo nell’assoluta indifferenza dei grandi latifondisti e dei governanti senza scrupoli.
Potrei continuare ancora per molto.
Credo che sia necessario (anzi fondamentale) dialogare con le diverse civiltà del mondo e non imporre con la forza quelli che sono i propri convincimenti.
Un bambino non può nascere per soffrire, non può crescere per odiare, non può vivere per uccidere ed essere ucciso.
Comp. Ass. Orazio Torrisi