Ballottaggi, poche sorprese
di Andrea Scarchilli
su Aprile online del 11/06/2007
L'Unione tiene la Provincia di Genova e conquista Taranto, dove si impone il candidato della sinistra radicale. La Cdl espugna Matera. Calo pauroso dell'affluenza alle urne. Il coordinatore dei Ds, Maurizio Migliavacca: "Non è spallata ma serve uno scatto del governo". Titti Di Salvo, capogruppo di Sd alla Camera: "Taranto dimostra che dobbiamo sostenere forti idee sociali"
Il primo -
atteso, per la verità - dato politico che proviene dai ballottaggi delle
elezioni amministrative è quello dell'affluenza: in netto calo rispetto al primo
turno. I dati definitivi del Viminale riportano che al secondo turno delle
provinciali (si parla della sola Genova) ha preso parte al voto il 48,17% degli
elettori contro il 60,39 del primo turno. Per quanto riguarda le comunali, ha
votato il 63,24% contro il 75,19 del primo turno.
Il voto più simbolico, quello per la Provincia di Genova, se l'è aggiudicato il
centrosinistra dopo un testa a testa, incerto fino all'ultimo: Il candidato
dell'Unione Alessandro Repetto ha ottenuto il 51,4% dei voti, Renata Olivieri il
48,6.
Dei 69 comuni in cui si andava al voto, otto erano capoluoghi. Poche le
sorprese, tra queste senz'altro il dato di Taranto: nella città pugliese è
andata in scena la sfida tra due candidati dell'Unione: Ippazio Stefano,
sostenuto dalla sinistra radicale, e Florido Giovanni, appoggiato da Ds e
Margherita. Stefano è andato abbondantemente oltre il settanta per cento. La
Puglia si conferma terreno florido per la sinistra: il successo di Stefano
ricorda per molti versi quello di Nichi Vendola che nel 2004 batté alle primarie
per la candidatura alla presidenza della Regione Antonio Boccia, uomo della
Margherita. Vendola avrebbe conquistato, a sorpresa, anche la Regione. Il
successo fa dire a Pino Sgobio, capogruppo del Pdci alla Camera che "la
schiacciante affermazione del candidato della sinistra Stefano su un programma
che parla alla gente e che prospetta la soluzione dei suoi problemi, oltre ad
essere ulteriormente interpretativo dei rapporti all'interno del
centro-sinistra, è la chiara dimostrazione che, anche a livello nazionale, se
l'Unione vuole recuperare il consenso popolare finora perduto deve attuare
politiche di sinistra". Il capogruppo al Senato di Sinistra democratica è
soddisfatto dell'affermazione del movimento: "Ippazio Stefàno ha con se la
città: il nostro candidato, in sintonia con i ceti popolari e con la stragrande
maggioranza della popolazione, ha rovesciato il voto che cinque anni fa aveva
portato al governo il centrodestra. Trasparenza e questione morale sono state e
sono le armi vincenti della sua battaglia politica. Oggi Stefàno è il simbolo
del riscatto di una città, di un centro cruciale - per la sua storia industriale
e culturale - per il Mezzogiorno e per il Paese. A lui le più sincere
congratulazioni, anche per aver portato la Sinistra Democratica ad essere il
primo partito nazionale della città". Se Taranto la conquista l'Unione (veniva
da un commissariamento per motivi finanziari e, prima ancora, da
un'amministrazione targata Casa delle libertà), processo inverso nell'altra,
importante città meridionale in ballo, la lucana Matera. Qui il senatore di An,
Emilio Nicola Buccico, candidato del centrodestra, è quasi al 58 per cento
mentre il candidato dell'Unione, Franco Dell'Acqua pari al 42,1 per cento.
Altri capoluoghi. A Parma il candidato dell'Unione Alfredo Peri ha avuto la
peggio, sindaco sarà Pietro Vignali, che si è imposto con l'espediente della
lista civica, già rodato in Emilia Romagna (si pensi alla vittoria del 1999 a
Bologna di Giorgio Guazzaloca). A Piacenza si è imposto il Roberto Reggi,
sindaco uscente del centrosinistra, che ha superato il candidato della Cdl Dario
Squeri attestandosi oltre il 55 per cento. Conferma per il sindaco uscente
dell'Unione anche a Pistoia: Renzo Berti ha ottenuto il 53,3 per cento contro il
46,6 di Alessandro Capecchi. Nessuna sorpresa a Latina, da sempre feudo del
centrodestra: Vincenzo Zaccheo ha ottenuto la riconferma a sindaco, con
percentuali oltre il sessanta per cento. Pure Lucca rimane al centrodestra, il
candidato sindaco della Cdl Mauro Favilla ha conquistato circa il 53% dei voti
mentre Andrea Tagliasacchi dell'Unione si è fermato prima del 48. La Cdl vince
anche a Oristano. Il coordinatore dell'esecutivo dei Ds, Maurizio Migliavacca,
vede i risultati in chiaroscuro: "L'appello di Berlusconi a utilizzare il
ballottaggio amministrativo per dare una spallata al governo Prodi è stato
respinto dagli elettori. Il centrosinistra si conferma alla guida della
provincia di Genova, delle città di Piacenza e Pistoia. Conquista Taranto,
mentre perde Matera. Il voto conferma l'esigenza di uno scatto nell'azione del
governo e della maggioranza di centrosinistra che rilanci il profilo riformatore
facendo procedere insieme innovazione ed equità". A Migliavacca fa eco Titti Di
Salvo, la capogruppo di Sinistra democratica alla Camera: "Rimangono intatte le
valutazioni che facemmo dopo i risultati negativi di due settimane fa: occorre
ora che il Governo si impegni principalmente sulle politiche a sostegno del
lavoro e della giustizia sociale. In particolare, lo straordinario risultato di
Ippazio Stefano a Taranto conferma che, laddove si scelgano candidati realmente
popolari e credibili, portatori con chiarezza di forti idee sociali, i cittadini
danno la loro fiducia alla sinistra".