Assemblea NO WAR del 15 luglio - Intervento di Claudio Grassi
L'aggressione del governo di Israele al Libano e
al popolo palestinese è una vergogna mondiale.
Ed è una vergogna il fatto che tutti quelli che ci criticano poiché saremmo
filopalestinesi, non dicano una parola sul veto che gli Usa hanno messo ancora
una volta all'Onu per evitare una – seppur timidissima – condanna ad Israele.
Esprimiamo vicinanza alla lotta del popolo palestinese, continueremo a batterci
assieme a loro perchè abbiano una terra in cui vivere.
Chiediamo che venga abbattuto il muro della vergogna.
Chiediamo che il Governo italiano interrompa l'accordo militare con il Governo
israeliano.
Si intima a noi, parlamentari che abbiamo espresso contrarietà al disegno di
legge sulle missioni militari, di rispettare il programma dell'Unione.
Noi rispondiamo che è il Governo che non sta rispettando il suo programma. Per
due motivi:
1) Nel programma c'è scritto che le missioni militari non sarebbero più state
votate in blocco come era avvenuto con il Governo Berlusconi. Questa è stata una
pressante richiesta della sinistra di alternativa per tutta la passata
legislatura. Perchè anche il Governo Prodi ce le fa votare tutte assieme? Perchè
abbiamo rinunciato a mettere in pratica una cosa scritta nel programma? Quindi è
il Governo e non noi che non rispetta il programma!
2) Nel programma, sull'Afghanistan, non vi è scritto nulla poiché si sapeva che
su quel punto non vi era accordo tra le forze dell'Unione. Perchè dovremmo
accettare un disegno di legge che ricalca quello del Governo precedente al punto
che Fini lo considera praticamente uguale al suo? Si doveva fare una mediazione,
ma questo disegno di legge non lo è. Non dimentichiamoci che nel programma c'è
il rispetto dell'articolo 11 della Costituzione e la partecipazione alla guerra
in Afghanistan è in contrasto con l'articolo 11!
Perchè siamo contrari a questo disegno di legge? Perchè non c'è un elemento di
discontinuità con quello varato da Berlusconi. La conferma sta nel fatto che lo
schieramento di destra ha deciso di votarlo.
La nostra proposta era ed è semplice: anche per l'Afghanistan bisogna
predisporre un calendario per il rientro delle truppe. Inseriamo questo nel
disegno di legge e, automaticamente, non ci saranno i voti delle destre e
l'Unione si ricompatterà. Ma proprio la “strategia d'uscita” è ciò che non si
vuole, infatti D'Alema l'ha definita, con il suo solito modo raffinato, una
stravaganza.
A D'Alema che ci ha definito stravaganti e incoscienti vogliamo rispondere che
siamo semplicemente contro la guerra. Siamo contro la guerra sia quando siamo
all'opposizione, sia quando siamo al Governo. E non accettiamo lezioni di
coscienza da chi ha bombardato la Serbia per oltre due mesi. Caro D'Alema vai a
chiedere ai lavoratori della Zastava, che hanno avuto la fabbrica distrutta
dalle bombe “umanitarie”, chi è incosciente.
Cari compagni e compagne,
chi come me in Rifondazione Comunista ha sempre sostenuto la necessità di una
politica di alleanze per battere la destre non può essere accusato di
insensibilità su questo. Ma ciò non giustifica il fatto che ad una missione di
guerra voti contro se sei all'opposizione e a favore se sei al Governo. Questo è
devastante per la nostra credibilità. Se poi il provvedimento lo vota la destra
la cosa è ancor più grave.
L'iniziativa di oggi è importante per sottolineare che certe battaglie di
principio non cambiano se cambia il Governo. Grazie per l'appoggio e l'aiuto che
ci state dando. Il calore di questa sala ci compensa della freddezza che viviamo
nelle aule parlamentari e anche dall'amarezza che ci provocano affermazioni
pesanti di nostri compagni di partito. Grazie. Stiamo uniti. Ci vediamo tutti il
17 davanti al Parlamento.
15 luglio 2006