Antimafia
Accanto ad una storia della
mafia esiste una storia dell’antimafia che è ancora in gran parte da scrivere
poiché è stata a lungo sottovalutata da storici e sociologi ed in buona parte
dall’opinione pubblica. Braccianti ed operai senza nome, studenti, sindacalisti
e magistrati divenuti loro malgrado famosi hanno combattuto la mafia animati da
un forte spirito di legalità e giustizia.
La storia dell’antimafia impone
anche amare riflessioni: tempo perso, vite sacrificate di persone che vengono
riconosciute ed apprezzate solo quando la loro azione è interrotta dai mitra e
dalle bombe o è resa inoffensiva dai giochi di potere.
Mio intento è quello di
individuare, in modo riassuntivo, i particolari momenti della lotta alla mafia
ripercorrendo le date più emblematiche. Tutti dovremmo alzare la testa, visti i
momenti “poco puliti del nostro governo” e ricominciare a lottare per una
società dove la giustizia prevalga sulle barbarie.
- 1945) Il ministro
dell’agricoltura Fausto Gullo, comunista, stabilisce per decreto una diversa
ripartizione dei prodotti agricoli in senso più favorevole ai contadini: è il
primo attacco al sistema del latifondo che costituisce la fonte primaria di
potere economico e sociale del ceto dei gabelloti (affittuari agricoli) dai
cui ranghi provengono i maggiori esponenti della mafia tradizionale. L’alto
Commissario per la Sicilia, il democristiano Salvatore Aldisio, con il
pretesto della siccità, modifica il decreto a favore degli agrari.
- 1946-1948) Il PSI ed il PCI
denunciano lo strapotere dei latifondisti ed i patti stretti della Democrazia
Cristiana con i più importanti capimafia e con il bandito Salvatore Giuliano.
Numerosi sindacalisti pagano tali denunce con la vita: uno dopo l’altro
vengono uccisi: Epifanio Li Puma, Placido Rizzotto, Calogero Cangelosi. A
Villalba il dirigente comunista Girolamo Li Causi è vittima di un attentato
mafioso. Nel 1947 durante la celebrazione della festa del 1 Maggio a Portella
della Ginestra, la banda di Salvatore Giuliano, un bandito usato dalla
coalizione del governo e della mafia per ristabilire l’ordine in Sicilia,
compie una strage che lascia sul terreno decine di morti e feriti. Tutti gli
omicidi rimangono impuniti e gli imputati sempre assolti.
- 1962) l’Assemblea regionale
siciliana, guidata dalla prima giunta di centro-sinistra, vota all’unanimità
una mozione che auspica la costituzione di una Commissione parlamentare
d’inchiesta sulla mafia. Il Parlamento approva la legge istitutiva della
Commissione parlamentare d’inchiesta sul fenomeno della mafia in Sicilia.
- 1963) Una Giulietta
imbottita di tritolo esplode a Ciacullo: 7 uomini delle forze dell’ordine
muoiono nel tentativo di disinnescare l’esplosivo. Dopo la strage 10.000
poliziotti rastrellano la Sicilia e compiono oltre 1200 arresti.
- 1964) l’Antimafia inizia
un’inchiesta sul Comune di Palermo che viene fortemente ostacolata dai vertici
nazionali e regionali della DC.
- Mauro De Mauro, giornalista
de “L’Ora”, autore di numerose inchieste sulla mafia, viene rapito a Palermo e
mai più ritrovato.
- 1978) Sui binari della
ferrovia Palermo- Trapani viene scoperto il corpo dilaniato di Giuseppe
Impastato, militante della nuova sinistra, impegnato in una campagna di
denunce contro la cosca di Cinici del Boss Gaetano Badalamenti.
- 1979)Cesare Terranova,
deputato eletto nelle file del PCI, membro della Commissione Antimafia, viene
assassinato in u agguato sotto casa.
- 1980) Gaetano Costa,
procuratore, firma personalmente 55 ordini di cattura contro il clan Spatala –Inzerillo-
Gambino che i suoi sostituiti non avevano voluto avallare. Due giorni dopo
Costa viene ucciso.
- 1982) Due sicari uccidono
Pio La Torre, segretario regionale del PCI, deputato, membro della Commissione
Antimafia e protagonista di 2 grandi battaglie: l’una contro l’installazione
della base missilistica a Comiso; l’altra per l’introduzione di una misura di
legge contro l’arricchimento illecito dei mafiosi e dei loro fiancheggiatori.
Tale proposta verrà recepita dal Parlamento solo dopo la sua morte.
- 1983) Giovanni Falcone
emette 14 mandati di cattura contro i mandanti e i Killer dell’omicidio Dalla
Chiesa. Tra di essi Totò Riina, Bernardo Provengano e Nitto Santapaola.
- 1985)il giudice istruttore
Carlo Palermo, che ha appena concluso un’inchiesta sul commercio di armi e
droga tra mafiosi siciliani e trafficanti turchi, chiede il trasferimento dal
Tribunale di Trento al Tribunale di Trapani. Giunto in Sicilia, Palermo
inizia delle indagini ed il 2 Aprile dello stesso anni è vittima di un
attentato in cui muoiono una donna ed i suoi 2 gemelli.
- 1988)Viene assassinato
Rostagno, l’ex leader di Lotta Continua e il dirigente di una comunità per il
recupero dei tossicodipendenti, che ogni sera attraverso un’emittente
televisiva trapanese, denunciava i misfatti di cosa nostra e dei suoi
fiancheggiatori.
- 1991) con una lettera al
“Giornale di Sicilia” intitolata “ Cari estorsori non vi pago” Libero Grassi
rende pubblico il suo rifiuto di pagare il pizzo. Viene ucciso sotto casa
pochi mesi dopo.
- 23 maggio 1992) Viene ucciso
in un attentato mafioso, sull’autostrada Punta Raisi- Palermo, il magistrato
Giovanni Falcone. Con lui morirono anche la moglie e tre agenti della scorta.
Collaborò con Borsellino nel primo maxi-processo contro Cosa Nostra,
celebrato a Palermo nel 1986, in cui venne condannata l’intera cupola mafiosa.
- 19 Luglio 1992) Paolo
Borsellino, magistrato del pool antimafia di Palermo, trova la morte insieme a
5 agenti della sua scorta. Profondamente colpito dall’attentato che aveva
stroncato la vita a Giovanni Falcone, cui lo legava un sentimento profondo di
amicizia, Paolo intensificò il suo impegno nel combattere la mafia e divenne
il simbolo della lotta dello Stato contro la criminalità. Indicato come la
futura guida della Direzione Nazionale Antimafia era però entrato nelle mire
di cosa nostra.
La mafia fa apparire un favore ciò che è un tuo DIRITTO!!!
Andrea Pavone
(segretario del circolo)