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A VERONA NICOLA MUORE UCCISO DAI FASCISTI IL
COMMENTO DI FINI: più GRAVE LA PROTESTA A
TORINO CONTRO ISRAELE!!!
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Il
ragazzo aggredito dai neonazi non ce l'ha fatta. Il clima di
intolleranza è irrespirabile. Fini: peggio le bandiere bruciate a
Torino ed è polemica sul neopresidente della Camera. Sabato tutti
nella città di Tosi In poco più di 3 anni 262 casi di violenza fascista e squadrista
Nicola Tomassoli è morto, a 29 anni. I medici ne
hanno ufficializzato il decesso lunedì 5 maggio. Nicola l'hanno
ammazzato non ancora trentenne in una notte di festa, alle prime ore
del primo maggio, festa delle lavoratrici e dei lavoratori. A
Verona, in centro. A botte, per una sigaretta rifiutata.
L'hanno ammazzato giovani "dabbene", promettenti professionisti in erba e figli di famiglie rispettabili, con un metalmeccanico al seguito. Senza apparente movente politico, per «futili motivi». Ma in altri luoghi, in altri giorni, si sono abituati a fare altro: ad essere razzisti, sessisti, fascisti a colpi di coltello. Di quel fascismo che si riserva i tempi e gli spazi della vita urbana vissuta in branco, comodamente sotterraneo alla deriva a destra di questa società, di questa politica. Nicola Tomassoli è un altro, l'ultimo dei morti ammazzati da questo fascismo senza bisogno di movente. Come Davide Cesare, 26enne, a Milano, nella notte tra il 16 e il 17 marzo del 2003. O Renato Biagetti, stessa età, all'alba del 27 agosto del 2006, all'uscita da una festa a Focene. Ora Nicola: nella Verona del sindaco leghista Tosi che lo piange e che si ritrova capogruppo in Comune della sua lista un ex leader del Fronte Veneto Skinheads. I genitori di Nicola chiedono di non strumentalizzare la sua morte. Ci inchiniamo. Dovrebbe farlo anche il presidente della Camera, Gianfranco Fini, che invece dai teleschermi sentenzia: «Gli scontri anti-israeliani di Torino e gli attacchi di naziskin a Verona non sono paragonabili. Quel gruppo che si definisce neonazista va punito, ma quello che accade a Torino è più grave». Perché bruciare bandiere è un gesto politico, ammazzare a botte una persona no. Ergo è meno grave. Invece non c'è nulla peggio di questo, che ci minaccia: un fascismo che non ha partito ma è comportamento sociale. E che si fa quotidiano, in agguato nel buio. Adesso bisogna sentirsi tutte e tutti Nicola. E bisogna farlo vedere. Non per ricominciare alcunché. Per esserci. Questo è il nostro appello, a fare una cosa giusta: tutte e tutti a Verona, per la vita e la libertà |