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resistenti - repubblica ceca - 27-10-06
da Il Manifesto del 22/10/2006
Praga, pesantezza dell'anticomunismo
di
Tommaso Di Francesco
In una Praga in attesa dell'uscita per la prima volta presso un editore ceco e
con prefazione originale dell'autore - del romanzo cult di Milan Kundera
«L'insostenibile leggerezza dell'essere», accadono fatti pesanti e nel pieno di
una eterna campagna elettorale che, invece che disegnare il profilo della nuova
democrazia di Boemia e Moravia, mostrano gli allarmanti contorni di un
autoritarismo da «piccola patria».
Dopo quelle politiche del giugno scorso, si svolgono infatti in questi giorni le
amministrative e quelle per il rinnovo di un terzo del Senato. Parliamo della
messa fuorilegge dell'organizzazione dei giovani comunisti e dello strapotere di
Vaclav Klaus, il presidente della repubblica del partito di destra Ods.
Nonostante una diffusa campagna di mobilitazione in tutta Europa e anche nelle
sedi istituzionali come il Parlamento europeo, è scattata la più volte
minacciata messa fuorilegge della Ksm (Unione dei giovani comunisti) affiliata
al partito comunista di Boemia e Moravia (Kscm). Un partito tutt'altro che
marginale se nelle recenti elezioni parlamentari ha avuto quasi il 13%. Ma non è
bastato nemmeno questo.
La commissione del ministero degli interni che finora aveva rimandato ogni
decisione immediata anche per il forte movimento di protesta che si era
sviluppato, ha deciso martedì scorso l'esclusione della Ksm dalla lista delle
organizzazioni «legali». La portavoce del ministero degli interni Marie
Masarikova ha dichiarato che la motivazione è che «la Ksm nel suo programma si
prefigge di abolire la proprietà privata dei mezzi di produzione sostituendola
con la proprietà collettiva. Per il Ministero degli interni ciò è in contrasto
con la costituzione e con l'allegato sui diritti e le libertà».
Il segretario della Ksm, Milan Krajca, accusa: «Non è un caso che la decisione
sia stata presa proprio quando la campagna dei giovani comunisti contro la
proposta governativa di accogliere nella Repubblica ceca le basi missilistiche
degli Usa sta incontrando successo». E anche il partito comunista, più interno
ai gioci politici di Praga e spesso in disaccordo con i giovani, ha protestato.
La sentenza deriva dal duro neoministro degli interni Ivan Langer, eppure il
governo eletto solo a giugno è dimissionario dopo che il parlamento gli ha
negato la fiducia.
La decisione contro la Ksm si inscrive dentro lo stallo autoritario gestito
dall'onnipresente presidente della repubblica Vaclav Klaus. Che ha aspettato due
mesi a nominare il suo premier Mirek Topolanek, già dimissionario. E che tiene
in scacco la crisi non convocando i partiti e lasciando mano libera ai ministeri
dimissionari. Una partita di giro che si gioca tutta a destra per non turbare il
voto di oggi, dice Klaus, in realtà aspettando le amministrative dove i
socialdemocratici di Jiri Paroubek sono meno favoriti. Con l'obiettivo di
imporre una grande coalizione. Un risultato già c'è: la partecipazione degli
elettori è crollata al 30%. Sullo sfondo una litania di scandali e omicidi
politici intorno agli ingenti fondi europei. Come l'assassinio di un incorrotto
architetto per il quale è sotto accusa un alto funzionario governativo.