
La prima volta che ho conosciuto Nunzio avevo 17 anni ed ero uno studente del liceo classico “Michele Amari”. Ogni anno si organizzava qualcosa di importante per il 25 aprile ed io, allora rappresentante degli studenti dell’istituto, decisi di chiamare Nunzio di Francesco e Carmelo Mio. Per me, comunista e antifascista, era il massimo. Carmelo Mio, allora Presidente Provinciale dell’ANPI (Associazione Nazionale Partigiani d’Italia), combattente in Valsesia, professore di francese e Nunzio di Francesco deportato a Mauthausen e combattente per la libertà a fianco del mitico Pompeo Colajanni (il comandante Barbato). Non fu concessa l’Aula Magna (qualcuno addusse motivi di pubblica sicurezza e pose l’accento sulla “non manifesta rilevanza dell’incontro”) ma riuscì lo stesso ad organizzare l’incontro in palestra. E quella manifestazione fu un successo. Da un lato l’eleganza di Carmelo Mio che parlava di diritti e rispetto a noi giovani e della barbarie fascista, dall’altro lato la virulenza e l’impeto del Di Francesco che sottolineava la necessità dell’attuazione della Carta Costituzionale e l’importanza delle donne nella Resistenza (tema che avrebbe poi ripreso nell’ultimo incontro tenutosi al Circolo Gramsci). Sono stato orgoglioso di avere organizzato quell’evento a cui diedi molta importanza. Ogni anno rivedevo Carmelo Mio (poi scomparso anche lui all’età di 87 anni nel 2006) e Nunzio Di Francesco (divenuto successivamente Presidente dell’Anpi di Catania) alla manifestazione organizzata il 25 aprile dall’ANPI di Catania e mi fermavo ad ascoltare i loro comizi conclusivi, sempre appassionati e partecipati.
Come Circolo Gramsci abbiamo sempre organizzato manifestazioni ed incontri per il 25 aprile, ricordando la resistenza partigiana e la lotta al nazifascismo. L’anno scorso la nuova sede del Circolo Gramsci è stata inaugurata il 22 aprile con un dibattito sull’antifascismo, tenuto dai compagni dell’Anpi di Catania. Quest’anno ho proposto di invitare al tavolo dei relatori il Compagno Nunzio Di Francesco. Cosi il 23 aprile abbiamo organizzato l’incontro dal tema “La Resistenza raccontata dal partigiano Nunzio di Francesco” (le foto sono presenti su Fb), dove il sottoscritto introduceva il tema per poi passare la parola alla testimonianza di Nunzio. Ricordo ancora quando siamo andati a prenderlo: Io, il Compagno Vincenzo Fasano e il Compagno Strano. Gli altri aspettarono in macchina, io salì a casa sua per chiamarlo. Mi fece entrare, si ricordava dell’incontro organizzato qualche anno prima all’Amari. Mi fece vedere il suo studio (proprio dove avremmo dovuto fare l’intervista) con tutte le targhe a memoria dell’impegno da partigiano, con i quadri, i libri, i ricordi. Una casa vecchia ed accogliente quella del compagno Di Francesco a Linguaglossa. Arrivati in macchina iniziò a parlare a raffica, a piu non posso. Memoria lucidissima, ci parlò subito del suo impegno da dirigente sindacale e degli incontri che organizzava nelle scuole, dell’attualità politica, di come alcuni dirigenti si erano snaturati (faceva i nomi dei vari Veltroni, D’Alema che si erano allontanati dalla ragioni del popolo…) e di quanto lontani fossero i tempi della politica che aveva vissuto lui. Non c’era spazio per parlare del passato, almeno in quel momento. Commentava tutte le notizie più recenti, ancora voleva dire la sua e non essere relegato a “mera memoria storica”. Ricordo che lo accompagnammo, prima della riunione, da una sua amica di Riposto per poi passarlo a prendere all’ora convenuta. Lo stesso giorno si inaugurò al circolo lo sportello legale. Subito dopo la mia introduzione saliva in cattedra Nunzio DI Francesco. Contento nel vedere i giovani ed i meno giovani (ricordo mio nonno 80 enne che gli stringeva la mano, quasi commosso, facendogli i complimenti) orgoglioso della presenza dei professori (era contento e me lo manifestò che a seguire la conferenza ci fossero il professore Daniele ed il professore Consoli, esortandoli poi ad intervenire al dibattito), Di Francesco ha tenuto una vera e propria lectio magistralis di oltre due ore sulla difesa della Costituzione, sulla necessità della resistenza nel XXI secolo, sull’importanza della memoria storica contro ogni revisionismo. Parlava Nunzio di quando, ancora giovane, era salito in Piemonte, dei suoi incontri, delle donne che lo avevano aiutato, della prigionia, dell’incontro con Barbato, del campo di Mauthausen dove aveva incontrato “il suo Dante” il professore Carmelo Salanitro, dei giovinetti dai capelli biondi massacrati dai tedeschi per puro divertimento. Non dimenticava niente, non tralasciava i dettagli. Voleva tramandare Nunzio tutto ciò che era possibile. Rimasi esterefatto della resistenza fisica di questo 87 enne che ancora alle 21:00 di quel 23 aprile continuava inarrestabile a raccontare le atrocità del nazifascismo e successivamente a sollecitare il dibattito per poi risponderepunto per punto ad ogni domanda. Finita la conferenza Nunzio si è fermato al Circolo per la cena, prima che lo riaccompagnassimo a casa.
Cosi Di Francesco ricorderà quella giornata nella sua relazione mandata all’ANED e all’ANPI
22/04/2011 : Riposto ( Catania), presso il Circolo Culturale “ A. Gramsci”, un qualificato incontro con studenti, docenti e molti cittadini di Giarre e Riposto. Qualificate sono le interviste dei partecipanti. Vengono acquistati molte copie de “ Il Costo della Libertà”. A tarda notte viene offerta la cena della cucina collocata al Circolo. Dopo riaccompagnato a Linguaglossa.
Ho avuto modo di leggere il suo libro “Il costo della libertà” e di apprezzarne lo stile essenziale, diretto e pungente. L’ultima volta che gli chiamai mi disse di mettermi in contatto con una Professoressa di Avola perché aveva una copia di un altro suo volume difficilmente reperibile (che adesso non ricordo) e avrebbe potuto spedirmelo.
Poi dovevamo fare la famosa intervista video che, purtroppo, non si potrà piu fare.Resta il vivissimo ricordo di un grande uomo, un combattente per la libertà, un sincero democratico che ha dato la vita per un mondo diverso, migliore e che ho avuto il piacere e l’onore di conoscere.
Nella dedica mi ha scritto “La memoria è conoscenza, la conoscenza è libertà. Ad Andrea per dare un futuro alla memoria”.
Grazie partigiano Athos, Ora e Sempre RESISTENZA!