L’Osservatore romano bolla Rivera: “terrorista”. Noi ci chiediamo: Ma cosa avrà
mai detto?

di Marina Calculli
La denuncia nel segno della satira è il mestiere di Andrea Rivera, meglio
conosciuto come cantastorie delle notti trasteverine e ancor più come
microfonista della trasmissione di Serena Dandini, “Parla con me”. Ieri dal
palco del Primo Maggio romano in Piazza San Giovanni il simpatico “ricciolone”,
come lo ha chiamato per tutta la giornata Claudia Gerini, conduttrice del
concerto, ha osato ironizzare: “Il Papa non crede nell’evoluzionismo. La chiesa
non si è mai evoluta. Non sopporto che il Vaticano abbia rifiutato i funerali di
Welby. Invece non è stato così per Pinochet, per Franco e per uno della banda
della Magliana”.
In un paese dove i poteri forti possono vantare una salda tradizione di lotta
contro la satira, la polemica bisognava aspettarsela ma che l’accusa fosse di
“terrorismo” andava decisamente oltre qualsiasi aspettativa. E invece è proprio
così che l’Osservatore romano classifica il “vile attacco” di Andrea Rivera: “un
gesto di terrorismo”. E poi rincara: “Sono di queste ore gli attacchi e le
minacce pesanti, rivolte al Presidente della Cei, l’arcivescovo Angelo Bagnasco,
a cui è arrivata l’apprezzata solidarietà del presidente della Repubblica
Giorgio Napolitano. Sono di queste ore anche gli slogan nei cortei inneggianti
ai terroristi, i messaggi che appaiono su internet, provenienti da br in
carcere, un’offensiva che cerca di trovare terreno fertile nell’odio
anticlericale”. I paragoni non danno adito a fraintendimenti. Le parole di
Rivera sarebbero per l’organo del Vaticano da porre sullo stesso piano dei
“vili” (questa volta il corsivo è mio) proiettili inviati a Bagnasco.
Ma se la Chiesa mal tollera qualsiasi espressione di pensiero orientata verso il
laicismo o più genericamente discordante con il verbo clericale, ancor più
pronti sono stati i segretari di Cgil, Cisl e Uil, Epifani, Angeletti e Bonanni
e il direttore di Rai Tre, che hanno subito condannato il citofonista romano,
definendo “stupidi” e “fuori luogo”i suoi interventi.
Il deputato dell’Udc, Volontè, con acuto spirito investigativo, ha addirittura
intravisto un mandante del messaggio pronunciato ieri da Rivera, ovvero i
Radicali di Pannella. Compatto il centrodestra ha espresso la sua solidarietà al
papa, “bersaglio di quest’anno del palco del Primo maggio” (secondo le parole
del senatore di An, Domenico Gramazio) e ha condannato duramente le parole del
cantastorie di Trastevere, che ha replicato: ““La maggior parte dei mie
detrattori ha detto che ho fatto delle battute fuori luogo?Allora l’articolo 21
della costituzione che ci fa lì? Non è fuori luogo?”.
Di fronte all’ennesimo scontro diplomatico tra pensiero laico e pensiero
cattolico – la dicotomia che caratterizza l’Italia del nostro tempo - non è
forse il caso di ritornare ad un senso della realtà e dire esplicitamente, come
ha fatto anche il segretario nazionale della Federazione dei Giovani Socialisti,
Francesco Mosca, che le parole pronunciate da Andrea Rivera “rappresentano un
sentimento diffuso tra i giovani”? Dire, sempre con Mosca, che “molti giovani
considerano la Chiesa arretrata su molti temi che riguardano la vita, come l’uso
del profilattico o l’atteggiamento omofobico sull'omosessualità”? L’ovazione
della piazza romana di fronte all’intervento di Rivera, spacciata per frutto di
una strumentalizzazione subdola, è palesemente la cosciente e critica posizione
nei confronti di una capillare ingerenza della Chiesa su ogni squarcio di etica
e morale individuale.
“Tacciare di terrorismo, un’accusa gravissima, la battuta di un comico,
significa aver perso completamente il senso delle proporzioni”. Così il
capogruppo Prc al Senato Russo Spena commenta le polemiche sulle affermazioni di
Rivera al concerto del primo Maggio. “se si arriva al punto di cercare, al
contrario, di intimidire i comici, gli uomini e le donne di spettacolo, che
hanno riconosciuto universalmente il diritto alla satira e alla presa in giro di
chiunque, Papa compreso, siamo veramente arrivati a un livello pericoloso di
intolleranza”
Per il deputato del Prc, Salvatore Cannavò “la Chiesa a tutto il diritto di
esprimere le proprie idee e i propri convincimenti ma non quello di intimidire
le persone come ad esempio avviene in Messico a proposito della legge
sull’aborto.L’attacco dell’Osservatore Romano si colloca fuori da un’idea di
confronto civile”.
Roma, 2 maggio 2007