Finanziaria. Russo Spena: Nessun trionfalismo, non è la nostra manovra.


"Anche se tutti ce la attribuiscono. Noi puntiamo a migliorarla in Parlamento"

di Angela Mauro
 

"Nessun trionfalismo", ma una giusta considerazione del "forte profilo redistributivo" della manovra economica 2007. All'indomani della relazione del governatore di Bankitalia Mario Draghi alla Camera, Giovanni Russo Spena ribadisce il concetto: "Questa non è la Finanziaria di Rifondazione, anche se viene
targata come 'Prodi-Ferrero' dalle pulsioni centriste che vogliono  limitare il peso del Prc nel governo e che puntano a sostituire Prodi". La manovra, spiega il capogruppo del Prc al Senato, è frutto del lavoro di una coalizione: "Volevamo slegarla dalle logiche di Maastricht e spalmarla in due anni, ma ha prevalso un'altra linea". Adesso, "valorizziamo il carattere di discontinuità con il governo Berlusconi e puntiamo a migliorarla in Parlamento". Ma, aggiunge, l'Unione deve "comunicare meglio" e Prodi deve "farsi carico" delle fibrillazioni di Ds e Dl legate alla nascita del Partito Democratico.

Secondo Mario Draghi la Finanziaria aumenta l'Irpef a molti contribuenti…

Non occorre indulgere in alcun trionfalismo. L'abbiamo detto sin dall' inizio: questa non è la nostra Finanziaria, ma è una manovra dal forte profilo redistributivo, concentrato sulla parte fiscale. E' positivo
che si torni alla progressività delle imposte, cioè chi più guadagna, chi ha lucrato in questi anni, più paga. E poi è significativa la reazione di Confindustria: se la manovra non contenesse certi segnali, gli industriali non si sarebbero arrabbiati. Non è la nostra manovra, ma è frutto di un lavoro di coalizione. Puntiamo a migliorarla in Parlamento.

Bill Emmott dell'Economist critica Prodi così come criticò Berlusconi. Non ci si doveva legare a Maastricht secondo lui.

Noi siamo sempre stati contrari ai parametri di Maastricht. Pensiamo che rispondano ad una logica antica e che abbiano portato a conseguenze come la recessione. Continueremo a batterci su questo terreno, ma facciamo parte di una maggioranza e di una coalizione. Quindi, piuttosto che fare una battaglia di testimonianza che certamente sarebbe stata sconfitta, abbiamo preferito lavorare in una logica di coalizione per rendere la Finanziaria meno dannosa e più equa possibile. Ma noto un cono d'ombra…

Quale?

Intorno al carattere redistributivo della manovra c'è poca mobilitazione da parte del nostro popolo, ciò che va nelle tasche delle masse popolari sembra essere troppo poco. Alla Finanziaria manca un'anima: giustappone interessi anche popolari, ma si disperde nella triade rigore-equità-sviluppo perchè non si è voluto spalmare la manovra in due anni e non si è voluto ridurre la sua entità, come chiedevamo noi. Poi vi sono timori per i tagli agli enti locali, dobbiamo ricordare che i single, come sostiene anche la Cgil, non guadagnano nulla da questa manovra e che c'è la spada di Damocle della riforma delle 'pensioni', con cui faremo i conti l'anno prossimo.

Correzioni di rotta nella comunicazione?

Bisogna fare informazione e conflitto. Per il corteo del 4 novembre contro la precarietà scenderà in piazza uno spaccato nuovo di sinistra in movimento. Per l'informazione, finora la battaglia l'abbiamo persa. Il punto debole di questo governo è che fa cose di sinistra, ma poi non le sa spiegare. C'è un freno nell'Unione, determinato dalle divisioni di moderati e centristi al loro interno per via della nascita del Partito Democratico. Rispettiamo questo processo, ma le fibrillazioni che produce nei Dl e nei Ds portano con sé giochi di corrente che indeboliscono la maggioranza, mettendo a rischio il già precario equilibrio di numeri al Senato. Lo dimostra il recente scontro tra Zanda e Manzione…

Prodi deve farsene carico?

Il ruolo di Prodi è importantissimo come coordinatore dell'intera Unione e del suo equilibrio. Viviamo un momento centrale per la dislocazione delle forze politiche anche a sinistra. Il futuro sarà segnato da due grandi comparti politici: il centro, come lo chiama Ingrao, e la sinistra di
alternativa, la Sinistra Europea, che secondo me può raggiungere il 13-14 per cento alle prossime politiche e che si struttura come percorso di innovazione politica e ricostruzione del conflitto sociale senza
presupporre uno scioglimento del Prc. Prodi deve capire che un futuro governo può funzionare solo se c'è un rapporto sia elettorale che programmatico tra il centro e la sinistra radicale.

Intanto, qualcuno apparecchia il 'tavolo dei volenterosi'…

Stoppato da Prodi. Qualsiasi proposta che, partendo dalla debolezza del governo al Senato, offra accordi di tipo bipartisan prelude alla crisi della maggioranza. Non vogliono farlo subito. Per il momento puntano solo a limitare il peso del Prc nel governo. Da qui, gli attacchi secondo cui la Finanziaria è targata Prodi-Ferrero. Da qui, gli ostacoli che incontriamo noi del Prc per far passare sui media il concetto che 'non è la nostra finanziaria, contiene segni positivi, ma va migliorata'. Il progetto di chi ancora oggi pensa che in Italia si possa determinare una Grande Coalizione punta a realizzarsi tra due anni, cioè dopo aver fatto maturare lo
spirito di sostituzione di Prodi e del suo governo senza elezioni anticipate. Gesti e comportamenti politici mostrano questa pulsione. Da considerare che tra 7-8 giorni al Senato Follini e i suoi decideranno dove collocarsi. Credo che se Follini si collocherà dentro l'Unione, tenterà di essere punto di raccolta di tipo centrista-organico, una sorta di piccola-grande leva di un progetto centrista.