Mastrogiacomo è libero


di Marina Calculli

E' stato liberato nel primo pomeriggio il giornalista di Repubblica, Daniele Mastrogiacomo, in mano ai sequestratori taleban dal 5 marzo. I rapitori l'hanno consegnato all'ong Emergency nell'ospedale di Lashkar-gah nel Sud dell'Afghanistan. "Sta bene. E' in grande forma. E' giunto qui da uomo libero", ha fatto subito sapere il portavoce di Emergency, Gino Strada.

La liberazione del giornalista è avvenuta in cambio del rilascio di cinque esponenti taleban, in mano alle autorità afgane. In un primo momento il mullah Dadullah aveva richiesto il rilascio di tre esponenti di spicco dei talebani: Latifullah Hakimi, Ustad Yasir e Mohammed Hanif. I primi due sono stati scarcerati, mentre per il terzo, che dopo la cattura ha collaborato con i servizi afghani, non c'è stato nulla da fare. Alla fine Dadullah ha accettato di liberare l'inviato di Repubblica in cambio di Hakimi, Hanif e altri tre talebani, fra cui il fratello, Mansoor Ahmad.

Mastrogiacomo ha subito sentito al telefono sua moglie ed il direttore di Repubblica, Ezio Mauro. "Ringrazio tutti; sentivo che non mi avevate abbandonato e questo mi dava forza e coraggio", ha detto il giornalista. Grande gioia e soddisfazione è stata espressa all'unisono da tutti gli schieramenti politici e dagli ordini dei giornalisti e un ringraziamento molto forte è stato inviato alle istituzioni e alle organizzazioni che si sono impegnate perché la liberazione di Mastrogiacomo avesse un esito positivo.

Un particolare riconoscimento è andato ad Emergency, l'associazione umanitaria guidata da Gino Strada, che da 12 anni è impegnata anche con i suoi ospedali in 13 paesi diversi in situazioni di difficoltà. "La prima urgenza è il ritiro di tutti i militari stranieri, la via prioritaria, per ogni Paese in conflitto, è rappresentata dall'aiuto umanitario", ha affermato oggi Strada, che ha fatto da tramite nelle trattative tra il governo italiano e i sequestratori di Mastrogiacomo.

"La notizia della liberazione di Daniele Mastrogiacomo ci riempie di gioia. E ci solleva da un'angoscia che aveva investito l'intero paese", ha affermato il segretario del Prc, Franco Giordano. "Si è dimostrata giusta ed efficace l'iniziativa umanitaria messa in campo dal governo. Tuttavia - continua Giordano resta, in questa vicenda, il dolore per la perdita di una giovane vita. Ora è tempo di impegnarci con maggiore intensità per pacificare quel paese con la conferenza internazionale di pace".

"La liberazione è stata dovuta anche stavolta al modo assolutamente coeso con cui si sono mosse le autorità di governo, 'Repubbblica' e le organizzazioni impegnate sul posto come Emergency", è il commento del presidente della Camera Fausto Bertinotti. "L'incontro tra la diplomazia ufficiale e quella dei movimenti e delle associazioni di volontariato concorrenti allo stesso obiettivo, sotto la guida del governo e della Farnesina in particolare, rappresenta un risultato decisamente importante".

Giovanni Russo Spena ha espresso a nome dell'intero gruppo Prc al Senato "i complimenti a Gino Strada per aver condotto a termine un'operazione molto difficile e delicata". Anche il responsabile esteri del Prc, Fabio Amato, ha dato merito "a tutti coloro che hanno lavorato per la felice soluzione della vicenda" e ha poi espresso il suo auspicio perché "l'Italia continui a lavorare per una conferenza internazionale per la pace in Afghanistan con la partecipazione di tutti i soggetti coinvolti".

Di particolare rilievo è stata anche la dichiarazione della comunità afgana in Italia, che aveva preso parte in Campidoglio alla manifestazione per la liberazione dell'inviato di Repubblica. "Abbiamo condiviso con gli italiani momenti di sofferenza e dolore, ora viviamo con loro questa sensazione di gioia e felicità" ha dichiarato Esmaeli Qorban Alì, presidente della Comunità afghana in Italia. "Ormai ci sentiamo un pò italiani e un pò afghani, quindi abbiamo vissuto con ansia questi giorni difficili".

Roma, 19 marzo 2007