Iraq, la strage nascosta

                                                                                     Tre anni dopo…

 

Ora sono passati 3 anni. Nulla è cambiato, tutto è peggiorato. Abbiamo fatto i forti con i deboli ed i deboli con i forti.

L' “italietta”, come l’avrebbe chiamata qualcuno qualche secolo fà, ha fatto una pessima figura nella situazione internazionale. Trascinata dagli amici Statunitensi nel massacro irakeno, ha contribuito al “peacekeeping”.

Siamo stati i primi, come partito,  a sconfessare anni fa questa guerra imperialista e fatta solo per interessi economici, ma eravamo i soliti comunisti disfattisti che per controtendenza, non aderivano entusiasti all’appello lanciato dall’alleato americano e non capivano la necessità di portare la “Democrazia”, anzi di esportarla, anche nell’Iraq. Proprio L’Iraq, paese dove il sanguinario Saddam Hussein mieteva vittime e spargeva sangue. Si diceva addirittura che Hussein fosse comunista, tralasciando che nacque “politicamente” nella scuole delle americhe in Georgia, insieme ad altri suoi nobili colleghi come Bin Laden e Pinochet, e che nel 1991 gli americani lo chiamavano “Presidente”, lo coprivano, lo foraggiavano e lo armavano ( le terribili armi di distruzione di massa che possedeva il dittatore irakeno, ovvero il tabun ed il sarin, armi rudimentali e di ben poco conto rispetto ai gas americani, erano “made in Usa”).  Non importa nemmeno che Hussein distrusse il partito comunista irakeno e ne uccise tutti i suoi membri; oramai non era piu “amico” (la visione manichea amico-nemico anche se infantile, negli Usa và ancora molto bene) e quindi era anche lui uno sporco comunista. Bisognava ora portare la democrazia, la pace ed i veri valori. Detto fatto. Migliaia di vittime innocenti tra i civili, bombe intelligenti che sbadatamente cadono sulle croci rosse, nei mercati e nelle associazioni di volontariato; violenze, torture ed abusi nelle carceri (ricordate Abu Ghraib?) perché, come dice Berlusconi, la loro cultura è inferiore e quindi ben gli stà; ingredienti sani per portare la legalità in un paese martoriato?? Facile: Bombe all’uranio impoverito, uso del fosforo bianco e di altri agenti chimici (tutte componenti assolutamente vietate da tutte le convenzioni dei diritti dell’Uomo, prima fra tutte quelle di Ginevra). Come se non bastasse si doveva procedere anche all’ “ammorbidimento” di tutti i reporter ed i giornalisti che con la loro informazione potevano sconfessare il massacro. Il reporter spagnolo ucciso, bombe casuali nell’Albergo dei giornalisti, Giuliana Sgrena, fra le poche a cui stava a cuore l’informazione libera e non quella irreggimentata  dettata dai corpi maggiori americani , incredibilmente rapita per tanti giorni e salvata da Nicola Calipari (l’eroe, quello vero…Non come i mercenari di Nassiriya) che, facendo scudo con il  proprio corpo le salvò la vita e morì colpito da “Fuoco Amico”(i proiettili americani sono di questa marca, quindi no problem). In tutto questo calderone l’”italietta” rimane, sostenuta dall’alfiere Martino e dall’eroico Berlusconi, fermi del fatto che la missione di pace deve durare. Qualcosa però non va come dovrebbe. Il video di Falluja è solo il primo, poi abbiamo quello di Nassirija. In quest’ultimo un soldato italiano colpisce, scherzando e ridendo, un irakeno, forte delle parole di un suo degno collega-eroe : “Annichiliscilo”. Noi crediamo nella buona fede statunitense, per carità. Sappiamo che L’Iraq è stato occupato perché c’erano delle prove fondate  ( Se il caro Colin Powell non le ha trovate e si è fidato di un sito internet inglese fasullo, poco importa, in seguito le troverà) e siamo ben consapevoli che le ditte petrolifere americane, prima fra tutte la “Occidentale” ed a seguire tutte le altre che fanno capo ai vari Bush, Dic Cheney, Condoleeza Rice ed altri, ignorino che l’Iraq è tra i principali produttori di greggio dell’Opec ed abbiano a cuore solamente la liberta, i valori umani, la democrazia ed il benessere irakeno. Cosi come è una coincidenza che le principali industrie che stanno ricostruendo l’Iraq sono tutte americane…gli Usa si sa tengono molto a questa terra delle mille e una notte…Sappiamo anche, che qualora facessero una guerra all’Iran, prospettiva che credo sia prossima, essa sarebbe finalizzata alla democrazia ed alla pace, poco importa se L’Iran ha qualche barile in più rispetto ad altri paesi…..

Tutto questo a noi, uomini di poca fede, sembra però strano….perchè un militare americano che, per carità, per sbaglio uccide una famiglia intera è un eroe, mentre un irakeno che, magari ha perso tutto in questa guerra, dalla famiglia alla terra alla libertà, e non gli rimane che resistere è un terrorista?

Perché abbiamo una visione distorta del diritto internazione e dei diritti umani e pensiamo che entrambi  siano cose che
ci appartengono??? Non dobbiamo permettere che l’attenzione sulla guerra In iraq cali, perché dal rapporto internazio
nale che avremo in futuro con tutto il mondo arabo dipende la sopravvivenza stessa dell’Europa e del Mondo.
 
Ecco perché reputo importante la conferenza di giorno 19 gennaio nella sala comunale di Riposto (inizio ore 17 e 30 
con la proiezione del video completo della strage di Fallujah).  Continuiamo a fare controinformazione ed a sviluppare 
una coscienza critica importante. 
Bertrand Russell, nel suo saggio “il potere”, sosteneva  che una volta che il potere bruto, un potere dittatoriale e di cui si
evidenziano subito i tratti repressivi, si consolida e diventa “digeribile” per la capacità che ha di durare nel tempo, esso
si trasforma in potere tradizionale, difficile da estirpare, perché quasi dato per scontato. È quello che sta accadendo.
Oramai alla televisione è normale sentire notizie di morti tra i civili o di video-denuncia che incriminano le forze occupan
ti americane. Per questo il nostro impegno deve consolidarsi e dobbiamo continuare a dare spazio alle cose che
realmente sono importanti. A chi ci accusa, in modo demagogico e superficiale, di denunciare solo questa guerra, 
vorrei semplicemente ricordare che abbiamo condannato duramente la strage del Kossovo (ricordate la nostra posizio
ne contro “Timor est”) quella contro i  curdi e il popolo  armeno, il terrore di Sharon con i morti di Sabra e Chatila, i mas
sacri in Nigeria e nel Laos, la situazione precaria indonesiana, le violenze e le torture del Vietnam e, sempre manu mili
tari “made in Usa” la guerra dell’Afghanistan, e potrei continuare ancora per molto. Adesso Un’ondata imperialista sta
facendo scivolare ancora di più la situazione. È giusto quindi che la denuncia continui in modo forte e deciso, visto che 
le televisioni danno notizie capziose ad orari dove si dovrebbe dormire e non guardare il Tg3. Stanno compiendo sempli
cemente una strage. Mai come ora il re, anzi l'Imperatore è nudo.

Tanto tempo fa,  Cornelio Tacito (55-120 DC) scriveva, riferendosi ai Romani: ”Hanno fatto un deserto e l’hanno chiamato Pace”. Cosa  trovate di più attuale???

 

                                                                                                                   Andrea Pavone

                                                                                                               (Coordinamento provinciale G.C

                                                                                                           Segretario sezione “A.Gramsci” Riposto)