Contributi ed Emendamenti approvati a maggioranza durante la Conferenza di Organizzazione al circolo (3 marzo 2007)
emendamento sostitutivo del punto intitolato rompere la sacralità della struttura piramidale
(§ 5 del documento della segreteria nazionale)
Partecipazione e radicamento: circoli territoriali e gruppi di lavoro
Va restituita piena centralità alle strutture di base. Esse vanno potenziate, ampliate, munite di poteri, risorse e mezzi di funzionamento superiori agli attuali.
Ciò vale in primo luogo per i circoli territoriali, che consideriamo strumenti decisivi di partecipazione e organizzazione, sedi determinanti di radicamento sociale e di promozione di vertenze e di lotte. Intendiamo rafforzarli, invertendo una tendenza alla loro marginalizzazione e al loro progressivo svuotamento, affermatasi di fatto nell’ultima lunga fase della vita del partito.
Vogliamo per questo impegnarci affinché ai circoli territoriali e di lavoro siano effettivamente garantiti tutti i mezzi economici e gli strumenti operativi di cui necessitano, consapevoli che ciò implica – da parte di tutte le istanze dirigenti, a cominciare da quelle nazionali – la massima trasparenza nell’uso delle risorse finanziarie a disposizione del partito e nella formazione delle decisioni relative al loro impiego.
Insieme alla centralità dei circoli territoriali e di lavoro, intendiamo praticare la maggiore apertura ad esperienze di base in termini di progettualità e di impegno operativo, poiché siamo convinti che il rafforzamento del partito sul territorio vada di pari passo con la più libera espressione della creatività e dello spirito di iniziativa delle compagne e dei compagni. Pensiamo, a titolo d’esempio, a gruppi di lavoro politico e di studio che si costituiscano a partire da esperienze di lotta, da competenze, da movimenti e da interessi culturali specifici.
Naturalmente vanno affrontate tutte le problematiche che questa apertura potrebbe suscitare, prime fra tutte l’esigenza di salvaguardare l’autonomia decisionale dei circoli territoriali e la necessità di garantire l’unità del partito e la collaborazione armonica dei gruppi di lavoro e di dibattito con i circoli stessi, che, per l’appunto, restano le sedi deputate a tradurre contributi e proposte in scelte politiche e in decisioni operative.
emendamento integrativo al § 1 del documento della segreteria nazionale
(rispondere alla crisi della politica)
Per una nuova politica meridionalista
Le politiche fino ad oggi praticate dai governi nazionali hanno prodotto seri guasti nel Mezzogiorno contribuendo ad acuire la fragilità del tessuto sociale, economico e culturale. Da qui l’urgente esigenza di una rinnovata riflessione sulla questione meridionale, nella quale confluiscano tanto il tema del ritardo di una parte del Paese, quanto le nuove problematiche prodotte dai processi di trasformazione neoliberista.
È forse proprio sul tema del Mezzogiorno che oggi il partito incontra le maggiori difficoltà di intervento. Ciò a causa di due elementi principali: da un lato, le condizioni oggettive in cui il partito si trova ad operare, considerato che le trasformazioni intervenute a livello globale (in primo luogo sul terreno occupazionale) hanno esasperato, nel Mezzogiorno, pratiche paternalistiche e clientelari mai del tutto scomparse e rafforzato la presa delle organizzazioni mafiose sul mondo del credito e dell’impresa; dall’altro, la forte egemonia culturale delle classi dominanti, congiunta alla strutturale debolezza delle organizzazioni di massa, anche nelle stagioni di grande mobilitazione.
Oggi s’impone pertanto da parte del partito un intervento teso a promuovere, attraverso il protagonismo delle istanze territoriali e l’impegno di tutte le figure istituzionali, una nuova politica meridionalista, che guardi all’emergenza del Mezzogiorno come a una chiave per la risoluzione dei più gravi problemi occupazionali e di legalità, democrazia e giustizia di tutto il Paese.
Il partito dispone oggi dei mezzi materiali, intellettuali e morali per muovere un primo decisivo passo in questa direzione, attraverso lo svolgimento di una Conferenza nazionale per il Mezzogiorno, in occasione della quale definire adeguate strategie di intervento. Ma un siffatto impegno richiede una nuova capacità organizzativa e specificamente la volontà di restituire centralità alle istanze territoriali e di base quale garanzia di partecipazione e quale argine alle derive maggioritarie talvolta riprodotte nelle istanze superiori.
Contributo di Orazio Torrisi (direttivo del Circolo)
La crisi della politica va ricercata, soprattutto, nella crescente perdita di credibilità e nell'assenza di coerenza che, da molti anni la caratterizzano negativamente, purtroppo, anche in presenza di precisi impegni assunti.
La politica è in crisi perchè agli ideali, alla passione, all'impegno, sono subentrati, in assenza del ruolo dei partiti politici, l'arroganza, i personalismi, e peggio ancora gli interessi personali e di parte.
La crisi della politica si ripercuote, purtroppo, anche nelle Istituzioni, a partire dai Comuni, dalla Province e dalle Regioni, quindi, è tutto il sistema politico ad essere in crisi.
Anche il sistema elettorale del tipo maggioritario, ha aggravato la situazione, in quanto pur di vincere le competizioni elettorali, in molti casi le coalizioni hanno accettato alleanze molto discutibili. Gli ultimi avvenimenti politici, che hanno portato alle dimissioni del Presidente del Consiglio, poi rientrate con la proposta dei dodici punti accettati dalla maggioranza, dimostrano, nei fatti, l'assoluta incoerenza politica con riferimento al programma adottato ed accettato prima delle elezioni politiche del 2005 dall'attuale maggioranza.
In particolare, intendo, soffermarmi sull'impegno che l'attuale maggioranza di governo aveva assunto, in merito a due questioni, a mio avviso estremamente necessarie ed importanti, le quali dovevano essere affrontate con assoluta priorità; questo era un impegno programmatico
La riforma del sistema radiotelevisivo
la riforma delle Legge sul conflitto di interessi
è inaccettabile, pertanto, come le due questioni richiamate siano sparite dal decalogo dei dodici punti presentato dal Presidente Prodi.
A gran voce, i cittadini e le forze politiche dell'attuale maggioranza, da anni chiedono un immediato intervento riformatore. Alla luce di quanto esposto, chiedo che vengano inserite nell'agenda politica dell'attuale Governo, le due questioni, che rappresentano una realtà unica al mondo, paradossale ed inaccettabile.
Contributo sui CIRCOLI
Presentato dal compagno Vincenzo Fasano
Nel corso degli ultimi anni abbiamo assistito a un lento degrado di molte strutture di base del nostro partito. In numerose realtà territoriali i circoli non possono contare sui versamenti di amministratori locali ed anche laddove è possibile usufruire di tali risorse non sempre risultano adeguate alle necessità. Spesso le spese per il mantenimento delle sedi e per lo svolgimento dell’attività politica gravano esclusivamente sulla capacità di autofinanziamento dei militanti.
Tale problema non può più essere eluso. Il partito ha il dovere di farsene carico attuando una redistribuzione delle risorse che dai livelli superiori vengano destinate ai circoli territoriali, anche per il tramite delle singole federazioni.
Il circolo è il luogo presso cui gli iscritti si riuniscono ed organizzano l’attività politica. E’ un luogo di incontro, ove ciascun simpatizzanze può decidere di entrare o lasciare comunicazioni. I circoli sono vitali per il partito e devono poter svolgere il proprio ruolo in condizioni dignitose.
Il finanziamento pubblico al partito, i versamenti dei parlamentari, ministri e sottosegretari, consiglieri ed assessori regionali, e non ultimo il finanziamento del Parlamento europeo di cui gode il partito della Sinistra europea, compongono un cospicuo ammontare di risorse di cui deve beneficiare il partito ad ogni livello, in considerazione del fatto che sono principalmente i circoli ad assicurare un collegamento tra il partito e le singole realtà territoriali, per non tacere il fatto che sono i circoli a contribuire significativamente all’affermazione elettorale del partito.
La Conferenza di organizzazione in atto ha innanzitutto il compito di rilanciare l’attività politica nei circoli, ma ciò non può prescindere da un ragionamento sull’uso delle risorse, che ad oggi rappresentano un elemento determinante nel perseguimento degli obiettivi che il partito si pone.
La redistribuzione delle risorse di cui si lamenta l’urgenza dovrà conseguire i seguenti obiettivi:
1) Concedere la possibilità ai circoli formalmente costituiti, ma sprovvisti di una sede, di riuscire finalmente a dotarsene.
2) Ristrutturazione dei locali ove necessario.
3) Acquisto di strumenti di comunicazione: telefono, fax e collegamento internet.
4) Svolgimento dell’ordinaria attività politica.
Per il raggiungimento di tali scopi si propone di destinare il 10% degli introiti del partito a livello europeo, nazionale, regionale e di federazione, direttamente ai circoli, con particolare attenzione alle realtà che presentano maggiori difficoltà economiche.
Sarà cura del Tesoriere nazionale, dei Tesorieri regionali e di Federazione l’iscrizione in bilancio della voce “Contributi ai circoli” e predisporre gli accorgimenti necessari per l’effettivo invio delle somme di propria competenza ai circoli.
Il Tesoriere nazionale ripartirà il 10% degli introiti di partito su base regionale, tenendo conto del numero degli iscritti e della popolazione residente nella regione.
I criteri del numero degli iscritti e della popolazione residente saranno adottati anche dai Tesorieri regionali e di Federazione.