11 ottobre 2008 - L'unica opposizione alle destre è quella dei comunisti
dal blog www.andreapavone.blogspot.com
Sabato 11 ottobre abbiamo capito,
qualora ce ne fosse ancora il bisogno, che i comunisti in questo paese ci sono e
resistono, seppure nelle diverse sigle, partiti ed associazioni. Noi del circolo
“A.Gramsci”di Riposto eravamo in 25, il secondo circolo per affluenza della
provincia di Catania. Non potevamo mancare. La manifestazione aveva un valore
simbolico molto forte ed un contenuto politico fondamentale: da un lato
occorreva manifestare per esserci; dall’altro manifestare per esprimere il più
totale dissenso nei confronti di politiche oscurantiste e retrograde, quali
quelle del governo Berlusconi. Il dato inequivocabile era la presenza dei
comunisti, venuti da qualunque parte d’Italia per gridare “noi siamo vivi e
vogliamo continuare a lottare”, per affermare la propria esistenza, al di là
dell’ultima tornata parlamentare che, si noti bene, ha visto la debacle della
Sinistra Arcobaleno e non di un partito comunista con il proprio simbolo. Era
importante tornare in piazza, dimostrare al Paese che l’opposizione ancora c’è e
non è quella parlamentare del Pd, molle, inesistente e subalterna ai poteri
forti, ma quella di tanti compagni che quotidianamente subiscono gli effetti
drammatici della crisi mondiale e delle politiche neo-liberiste del governo di
centro-destra, basate sulla demagogia più spicciola e sull’interesse delle
grandi lobbies. Ad iniziare dalla scuola pubblica, bersaglio privilegiato di
questo governo, sempre soggetta a tagli (ben otto miliardi), ad una riduzione
dell’obbligo di istruzione a 14 anni di età e dell’orario scolastico, ad un
taglio di oltre 90.000 docenti per le elementari, destinati a svolgere ruoli di
operatori turistici, per non parlare della possibilità che le scuole e le
università divengano fondazioni private! Chi paga i tagli alla scuola pubblica?
Ovviamente le famiglie a reddito più basso che verrebbero discriminate in quanto
nelle scuole elementari le ore pomeridiane in eccesso a quelle obbligatorie
dovrebbero pagarsi. Difendere la scuola pubblica, significa difendere il diritto
all’istruzione, uno dei capisaldi della Costituzione italiana. Ma al governo non
interessa, d’altronde gli impiegati pubblici, come dice Brunetta, non lavorano e
bisognerebbe ridurre i loro salari, poco conta che i loro stipendi sono tra i
più bassi in Europa, visto che le preoccupazioni maggiori sono altre, quali
L’Alitalia, letteralmente svenduta ad imprenditori amici, scaricando i debiti di
politiche scellerate andata avanti per decenni sui contribuenti, come al solito.
Alla manifestazione abbiamo raccolto le firme per il referendum sul lodo Alfano,
l’ennesima vergogna tutta italiana, che serve a bloccare i processi in corso nei
confronti del Premier e la cui natura è palesemente anticostituzionale, ma
questo si sa non interessa al Pdl, secondo cui i giudici sono tutti di sinistra
e faziosi solo perché indagano sul cavaliere. Ovviamente dopo il lodo Alfano,
serviva anche il lodo Consolo per tutelare il ministro Matteoli, di cui, guarda
caso, Consolo è l’avvocato. I ministri sono cosi tutelati dai magistrati infami
e comunisti, a quando si ricorrerà ad un lodo per tutelare anche i poveri
parlamentari, ingiustamente discriminati? A parte l’ironia, si risolve tutto
cosi, in modo semplice e senza troppo clamore, il potere bruto alla lunga,
diceva Bertrand Russell, diventa potere tradizionale, impercettibile ai più e
quasi "naturale". Alla numerosa manifestazione – i partecipanti erano più di
300.000- c’erano molti compagni di colore, vittime in questi giorni di violenze
a non finire, dalla camorra ai vigili urbani di Parma e cosi via, frutto delle
politiche di “insicurezza sociale” delle destre, secondo cui il “diverso” è
nemico e va cacciato se si parla di immigrati clandestini, schedato con le
impronte se si parla di Rom, anche pestato se trattasi di “nero”, non importa.
Il diverso fa paura, il nero, il rom, il clandestino non entrano nel
comunitarismo di Bossi & Co, mentre altri tipi di violenza sociale, come quella
manifestatasi negli stadi ultimamente, o comunque in aumento nelle città non
interessa più di tanto, con quella non si vincono le politiche, meglio usare il
braccialetto ed il bastone. Il diverso è anche il gay, malvisto dalla
ministra-velina Mara Carfagna, la quale non concede nemmeno gli spazi per il
normale svolgimento del gay-pride e sfodera la sua abilità politica
prendendosela con le prostitute e non con i loro aguzzini, sfoggiando un
nauseante moralismo che ci fa rimpiangere i momenti in cui soubrette, girava
nelle tv svestita e disposta “a tutto” pur di uscire nell’anonimato, almeno
erano occasioni in cui stava zitta. Costruire un’opposizione di sinistra,
significa non piegarsi alle politiche razziste e anti-ambientaliste delle
destre, affermare con forza l’importanza del contratto nazionale di lavoro,
baluardo a tutela dei lavoratori, messo sotto attacco dal governo, occuparsi
della perdita del potere d’acquisto dei lavoratori, a fronte di un aumento
esponenziale delle imprese più ricche, abolendo cosi lo sfruttamento degli
stessi, lasciati spesso soli anche da sindacati inerti e dipendenti dai poteri
forti. È evidente che in questi primi sei mesi le politiche del centrodestra
sono sempre le stesse ed i modi non sono cambiati. Quello che è cambiato è che
in Parlamento non vi è opposizione alcuna, eccetto, in qualche modo, Italia
dei valori. È un momento di difficoltà, le televisioni sono in mano alle
destre e, addirittura, alcune trasmissioni come “Anno Zero” vengono boicottate
dalla destra (pdl) e dal centro-destra (Pd) che non vi partecipano per paura di
essere interrogati da Santoro o Travaglio, accusati ovviamente di faziosità, per
il solo fatto di non tacere dinnanzi all’evidenza. Cosi non bastavano gli
editoriali di 1 euro di Emilio fede, primi per volgarità e squallore, ma adesso
tutti i canali sono asserviti al governo che può vantare anche dell’ausilio di
reality e spazzatura del genere, per annebbiare le coscienze dei liberi
cittadini e trasformarli in consumatori ciechi ed asserviti al potere. Ultima la
visita di Berlusconi a Bush, prontamente riprese da tutte le tv, dove il
cavaliere si rivolge all’presidente assassino dicendo “Tu entrerai nella Storia,
perché sei un uomo di grandissimi principi e ideali, capace di avere una visione
del mondo e di perseguirla senza il calcolo tipico della politica, ma con la
sincerità di chi crede in quello che fa”, uno scempio insomma. Bush verrà
ricordato senza dubbio, ma solo come massacratore dell’umanità complice di
migliaia di morti ovunque nel mondo, per avere destabilizzato l’economia
mondiale ed aver diffuso il terrore. In una parola: per aver cambiato il mondo
si, ma in peggio.
Ecco anche perché non si è parlato, a differenza dell’anno scorso, della
manifestazione dell’11 ottobre.Non era necessario e tanto meno opportuno. Meglio
guardare la faccia persa nel vuoto di Veltroni e la sua “politically correct”
vuota e sterile, o quella della Finocchiaro, nuova eroina siciliana che
preferisce lo scranno del Parlamento a quello della sua terra, e fugge dopo una
devastante sconfitta alle regionali, frutto della sua superbia e del suo
egocentrismo nel voler candidarsi al posto della più amata Borsellino. La
manifestazione è finita, i due partiti comunisti maggiori, PRC e PDCI secondo i
sondaggi sono al 4,6%, ben più del misero 3,6% dell’ormai defunto Arcobaleno,
triste ricordo e nulla più. Adesso siamo consapevoli di doverci contrapporre non
solo al Pdl, ma anche al Pd, ecco perché la strada è in salita ed occorre il
lavoro di tutti. I comunisti devono assolutamente trovare il modo per unirsi e
lavorare insieme, i cittadini capiranno che il Pd non fa opposizione e che
quest’ultima è quanto mai necessaria in un periodo dove la destra mina la
stabilità sociale del paese. I comunisti non si faranno trovare impreparati,
l’11 ottobre era solo l’inizio di una costante opposizione senza se e senza ma.
La lotta continua…
Andrea Pavone (Comitato politico Catania)